Nella nostra selva oscura dobbiamo “infuturarci”
27.03.2021 Domani
"A
noi cittadini che stiamo vivendo nella nostra selva oscura, la quota di
pandemia che la storia ci ha riservato, occorre tenere saldi i segnali
che ci infuturano e scommettere su di loro" (Cristina Dell'Acqua,
Domani, 25 marzo 2021)
Due
occhi verdi che brillano, per quanto stanchi, dietro la mascherina
verde di una giovane infermiera, sono un lampo di futuro. Così intenso
non lo vedevo da tempo.
In compagnia di
moltissimi colleghi insegnanti, i giorni scorsi ho sperimentato il
girone AstraZeneca, il vaccino che, nell’arco di poche ore, ci ha fatto
provare tutte le tonalità possibili dalla promessa alla paura.
Eppure,
dopo essere stata tra coloro che sono sospesi per alcuni giorni,
venerdì scorso, non appena diffusa la notizia che sarebbe ripresa la
campagna vaccinale, mi sono precipitata direttamente al mio centro
vaccinale di riferimento.
Non sapevo perché stessi andando lì di persona, impaziente.
TESTIMONIANZA
Forse
volevo semplicemente testimoniare una presenza, il mio, il nostro dire
«non siamo scappati, siamo ancora pronti a iniziare la nostra parte di
ripresa. Diteci quando».
Immagino che
lo sguardo sia andato oltre le parole se Katia, l’infermiera dagli occhi
verdi a cui ho chiesto il nome perché sapevo che avrei voluto
ricordarlo, mi ha detto che se avessi voluto mi avrebbero vaccinata
subito.
Eravamo a fine giornata e c’erano ancora dosi di vaccino disponibili.
In
clima di Dantedì, il 25 marzo, giornata che ora ha un posto d’onore nei
nostri calendari e nel nostro desiderio di leggere e rileggere Dante a
settecento anni dalla sua morte (sempre con occhi nuovi)
quell’infermiera mi ha fatto venire in mente la parola infuturare.
Dante
l’ha inventata come ha creato la nostra lingua traghettandola a partire
dal latino volgare parlato nel Medioevo e regalandoci parole di rara
intensità.
L’Accademia della Crusca ci
sta accompagnando in ogni giorno dell’anno con la pubblicazione della
Parola di Dante fresca di giornata, una scoperta continua, un dizionario
di quello che siamo.
INFUTURARSI
Tra
le parole di Dante, infuturarsi, cioè prolungarsi nel futuro, spicca
per la sua capacità di catturare un sentimento altrimenti ineffabile,
impossibile da raccontare con altrettanta pregnanza.
Nella
Divina Commedia è Cacciaguida, il trisavolo di Dante, a dire nel XVII
canto del Paradiso (vv. 98): «Poscia che s’infutura la tua vita»,
«giacché durerà la tua vita», grazie alla sua fama, cosa di cui noi
siamo testimoni diretti.
LONTANO DA CASA
Ma
Dante che ascolta le parole di Cacciaguida non è solo uno scrittore, è
soprattutto un uomo che trascorre gli ultimi diciannove anni della sua
vita lontano dalla casa, come Ulisse.
La sostanziale differenza è che Dante non potrà più rivedere la sua Itaca e morirà a Ravenna.
Anche lui con una donna nel cuore, Beatrice, ma senza mai aver più messo piede nella sua Firenze.
È
con Beatrice quando incontra il suo antenato, amore e radici, l’una
vicino all’altro a sostenerlo nel momento in cui Cacciaguida profetizza
la dura prova dell’esilio che Dante dovrà avere la forza di sopportare.
Uscendo
dall’allegoria del viaggio di Dante fatto in sette giorni, a piedi,
attraverso i tre regni dell’Inferno, del Paradiso e del Purgatorio, è
quel consiglio di proiettarsi nel futuro che resta impresso.
Il
suo viaggio, iniziato in una selva oscura, nel momento in cui sentiva
la sua vita smarrita, o sospesa, tra la solitudine e la paura di aver
perso i punti di riferimento, si arricchisce subito di un dettaglio da
non tralasciare: la selva, scrive Dante nel I canto dell’Inferno, è
difficile da affrontare e piena di angoscia (chi più di noi ora può
comprendere appieno il significato di questo stato d’animo paralizzante)
ma nonostante ciò ci racconterà «tutto il bene ch’io vi trovai» (v.8).
LA NOSTRA SELVA OSCURA
A
noi cittadini che stiamo vivendo nella nostra selva oscura, la quota di
pandemia che la storia ci ha riservato, occorre tenere saldi i segnali
che ci infuturano e scommettere su di loro.
A
partire dallo sguardo di fiducia con cui medici e infermieri inoculano i
vaccini. Non ci avevo mai pensato prima, nell’azione di inoculare è
compresa la parola latina oculus, occhio, come il temporaneo, minuscolo
foro che un’iniezione produce nel nostro braccio per accogliere ciò che
ci farà tornare a vivere insieme agli altri. Pregustando il momento in
cui torneremo a toccare tutte le persone che in questi mesi abbiamo
dovuto amare da lontano.
In modo doloroso ma forse più profondo.