Riflessioni e commenti di don Franco Barbero

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lunedì 4 luglio 2022

Comunità  cristiana  di  base  di  via  Città  di  Gap,  Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

 

Puoi sfogliare il nostro notiziario al link che segue:

https://www.sfogliami.it/fl/257489/3jrckte5pn1k16euq9zymegy6en56sjk


N°92 luglio e agosto '22



In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA' IN SEDE E SU MEET

- 5 e 19/7 + 2, 16 e 30/8 h 21: gruppi biblici

- 7, 14, 21 e 28/7 + 4, 11, 18 e 25/8 h18:  incontri di silenzion e preghiera

- 12 e 26/7 + 9 e 23/8 h 21: eucarestie

- 30/8 ore 21:45: assemblea comunitaria

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- N. Piro, Maledetti pacifisti  

- V. Teti, La restanza  

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Consigli bibliografici per vangelo di Luca

- Riflessioni dopo la ricerca sul Gesù storico

- Il dono dell'ospitalità eucaristica

      DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Questa comunità

APPUNTAMENTI COMUNITA' IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: Nei mesi di luglio e agosto i gruppi biblici e le eucarestie, a settimane alterne, il martedì alle ore 21, utilizzando il link meet.google.com/qpe-wfjz-cdp (solo il 5 luglio si userà un link diverso che sarà inviato via mail). Continuano gli incontri di silenzio e preghiera del giovedì alle ore 18. Il link viene creato di volta in volta e inviato via mail a chi desidera partecipare.

     MARTEDI' 5 LUGLIO h 21 - Gruppo biblico (prepara Sergio Sp.)

     GIOVEDI' 7 LUGLIO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 12 LUGLIO h 21 – Eucarestia (prepara Fiorentina)

     GIOVEDI' 14 LUGLIO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 19 LUGLIO h 21 – Gruppo biblico (prepara Francesco)

     GIOVEDI' 21 LUGLIO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 26 LUGLIO h21 – Eucarestia (prepara Franco)

     GIOVEDI' 28 LUGLIO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 2 AGOSTO h 21 – Gruppo biblico (prepara Gilda)

     GIOVEDI' 4 AGOSTO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 9 AGOSTO h 21 – Eucarestia (prepara Manuela)

     GIOVEDI' 11 AGOSTO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 16 AGOSTO h 21 – Gruppo biblico (prepara Ada)

     GIOVEDI' 18 AGOSTO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 23 AGOSTO h 21 – Eucarestia (preparano Stefania e Esperanza)

     GIOVEDI' 25 AGOSTO h 18/18:45 – Incontro di silenzio e preghiera

     MARTEDI' 30 AGOSTO h 21 – Gruppo biblico (prepara Ines)

     MARTEDI' 30 AGOSTO h 21:45/22:30 - Assemblea comunitaria

RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)

Nico Piro, "Maledetti pacifisti. Come difendersi dal marketing della guerra"

È un periodo in cui non pochi amici mi omaggiano dei libri che non sfondano nel mercato. In genere il non far mercato è un pregio.

Scopro con gioia che Luigina mi ha omaggiato di questo piccolo gioiello "Maledetti pacifisti. Come difendersi dal marketing della guerra".

Lo raccomando come una narrazione che viene da un'esperienza di cronista specializzato in Afghanistan. Leggendo queste pagine ci si difende più facilmente dalle "leggende" della versione televisiva italiana.

(in libreria per People edizioni, 2022, pp.160, €12)

Vito Teti, "La restanza"

Pur letto in giorni di covid come questi, mi sono trovato di fronte ad un capolavoro tutto giocato sul "partire - restare" nelle infinite versioni esistenziali di singoli, gruppi, borghi, comunità, città e religioni. Chi resta e chi parte, lo faccia guardando con fiducia al futuro: si può rigenerare il vecchio.

Un vero gioiello: mi sono trovato immerso nel realismo della Bibbia ebraica.

La "restanza" viene esplorata ed esemplificata in mille contesti diversi. Grazie all'Autore per queste pagine piene di storia, di luoghi, di percorsi.

Ma "restanza" come teologo e cristiano mi ha indotto a pensare a dimensioni ecclesiastiche che molto trovo stimolanti.

Molti cristiani preferiscono "restare" in una chiesa che dà una risposta a tutti i problemi. Perché? Perché per partire verso i lidi di un cristianesimo adulto, bisogna abbandonare il calduccio delle verità già confezionate, delle madonne accoglienti, dell'azienda che risponde ad ogni domanda.

Uscire che questa rassicurante restanza può avvenire solo se sei disposto a metterti in viaggio verso una meta che ti ha affascinato e dato energie per dire addio al mondo della restanza.

(in libreria per Einaudi edizioni, Torino 2022, pp.160, €11)

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Consigli bibliografici per la lettura del vangelo di Luca

Come testo di riferimento, propongo:

-  "Luca" di Craddock, ed. Claudiana.

Per l'inquadramento generale sono utili:

- "Introduzione al Nuovo Testamento", di Marguerat, ed. Claudiana.

- "Metafore del regno"                          di  Weder Paideia.

Per una lettura spirituale ed esistenziale ritengo consigliabili:

- "Luca" di Ortensio da Spinetoli, ed. Cittadella.

- "Il mandorlo e il fuoco" (volume terzo) di Ernesto Balducci, ed. Borla.

Franco Barbero

Alcune riflessioni dopo la ricerca sul Gesù storico del Gruppo biblico di Torino

Nel tentativo di avvicinarmi il più possibile al nucleo storico del messaggio che Gesù ha portato all'umanità nella sua breve esistenza terrena, parto dal dato che risulta più solido dal punto di vista della ricerca storica, e cioè dal fatto che Gesù venne condannato e morì crocifisso. La crocifissione era la pena che i romani affliggevano ai ribelli politici, per azioni e comportamenti ritenuti sovversivi dell'ordine imperiale. Le autorità ebraiche non avevano il potere di condanna a morte per crocefissione, la pena erogabile da essi era la lapidazione. Perciò ci troviamo di fronte a due possibilità: 1. Gesù era un rivoluzionario politico o, per lo meno, aveva compiuto azioni ed aveva manifestato idee che erano state valutate come pericolose per l'ordine pubblico dai dominatori romani. 2. Vi è stato un clamoroso errore giudiziario e le autorità romane hanno condannato come sedizioso e ribelle un pacifico predicatore religioso che non voleva sovvertire l'ordine pubblico, ma predicava la conversione delle coscienze in attesa di un rinnovamento spirituale dell'umanità.

Questa seconda ipotesi è storicamente possibile (anche se, a mio avviso, improbabile) ed è quella che nel corso del tempo divenne prevalente, se non unica nell'immaginario cristiano: la figura di Gesù venne raffigurata come quella di un essere eccezionale (fino a renderlo divino) che lancia all'umanità un messaggio universale e valido in tutti i tempi, un pacifista integrale che predica l'amore per i nemici, un innovatore. Venne astratto dalla situazione concreta in cui era immerso, dalla sua ebraicità, dal contesto sociale e culturale in cui visse. La responsabilità della sua fine cruenta venne attribuita alle autorità ebraiche che avrebbero indotto le autorità romane nella falsa convinzione che si trattasse di un pericoloso ribelle.

Questo modo di vedere è già in parte fatto proprio dagli autori dei vangeli, i quali sono scritti almeno trent'anni dopo la morte di Gesù, quando i rapporti all'interno della comunità ebraica si erano fatti più difficili e si stavano formando comunità nella diaspora dove il numero dei convertiti dal paganesimo aumentava. Infatti i Vangeli tendono ad inasprire il conflitto tra Gesù e le autorità ebraiche, impersonate soprattutto da scribi e farisei; va tenuto conto del fatto che le dispute erano normali all'interno dell'ebraismo e Gesù discuteva con i gruppi che erano più vicini a lui, come i farisei, mentre i sadducei appaiono più distanti, ma avevano delle posizioni certamente più lontane da quelle di Gesù ed hanno certamente contribuito più dei farisei a metterlo in cattiva luce di fronte all'autorità romana. In secondo luogo va considerato che i Vangeli, scritti dopo la disfatta dell'ebraismo e la distruzione del Tempio di Gerusalemme del 70, si rivolgono a comunità della diaspora (fuori della Palestina) caratterizzate più o meno dalla presenza di seguaci provenienti dal paganesimo ed avevano l'interesse a presentare il movimento come compatibile con il potere politico e non sovversivo (aspetto comune di testi del primo cristianesimo come la Lettera a Diogneto).

Credo quindi sia utile l'indagine che fanno alcuni autori (come Bermejo Rubio) per indagare sugli indizi presenti nei Vangeli e nella prima cosiddetta letteratura cristiana da cui emergono differenze tra la predicazione del Gesù terreno e le posizioni delle varie chiese primitive che si sono trovate di fronte a situazioni nuove da affrontare (ad esempio sul problema della condivisione di mensa tra ebrei e non ebrei, che durante la vita di Gesù non si poneva), tenendo conto che le varie comunità di discepoli erano all'inizio (e furono per molti decenni) molto diversificate tra di loro, molto di più di quanto a noi oggi risulta dalla lettura dei testi che poi sono diventati canonici, compresi nel Nuovo Testamento. Molto utile è l'integrazione dell'esegesi dei testi con l'indagine storica e antropologica della società del tempo nei suoi vari aspetti non solo religiosi, ma anche politici, culturali e di vita quotidiana. Penso alle ricerche di Mauro Pesce, Enrico Norelli, Claudio Gianotto e molti altri, che, avvalendosi delle tecniche della ricerca scientifica storica, antropologica, di psicologia sociale, mediante le quali oggi conosciamo meglio la realtà storica di Gesù e aprono una prospettiva di ulteriore miglioramento ed approfondimento di conoscenze, senza escludere anche la possibilità di ulteriori scoperte archeologiche.

In conclusione, penso che sia più attendibile la prima delle due ipotesi sopra delineate: il messaggio di Gesù ebbe una valenza sovversiva rispetto allo status quo della società in cui è vissuto e provocò la reazione dell'autorità romana molto attenta a reprimere qualsiasi manifestazione che minacciasse la sicurezza dell'impero.

Tuttavia va fatta una importante precisazione: non necessariamente la condanna comminata a Gesù comporta che egli si fosse opposto alla dominazione romana con le armi, come sembrano suggerire Fernando Bermejo Rubio ed altri. Gabriele Boccassini contestualizza il movimento di Gesù nell'ambiente apocalittico del giudaismo del secondo Tempio, e ci insegna che a quel tempo era diffusa l'attesa di un imminente cambiamento che avrebbe comportato l'instaurazione della signoria di Dio e la conseguente liberazione di Israele dal potere di dominazione straniero che lo soggiogava. L'apocalittica di tradizione enochica alimentava questa attesa e ispirava molti e diversificati movimenti: alcuni perseguivano decisamente un'azione armata, come gli zeloti, da cui provengono alcuni degli apostoli, altri, come Teuda ed il profeta egiziano credevano che il cambiamento sarebbe avvenuto per un intervento diretto di Dio, senza la necessità di organizzare per mano umana una rivolta armata. In ogni caso per tutti la salvezza aveva una dimensione non solo spirituale, ma anche sociale. Il richiamo alla conversione dei peccatori in preparazione dell'imminente giudizio finale veniva a coincidere con l'attesa della liberazione dei poveri e degli oppressi dai "re e potenti". Il movimento di Gesù, come anche quello immediatamente precedente di Giovanni condividono queste attese. E per i romani non faceva differenza che la manifestazione di dissenso fosse armata o pacifica: veniva considerata pericolosa per l'ordine pubblico e senz'altro repressa. E nell'ambiente che si ispira all'apocalittica enochica "non esiste solo l'alternativa tra pacifismo spirituale e rivoluzione armata". (G. Boccassini, Le tre vie di salvezza di Paolo l'ebreo, Claudiana, 2021, pag. 102) E' verosimile che le manifestazioni più violente della vita di Gesù e dei suoi primi seguaci siano state attenuate (per quanto nei Vangeli siano rimasti monti spunti di quelle, a cominciare dall'episodio del tempio), tuttavia anche se il movimento di Gesù fosse stato integralmente pacifico, la predicazione dell'avvento del Regno aveva in quel tempo significato intrinsecamente sovversivo.

Guido Allice

Il dono dell'ospitalità eucaristica

Ci sono delle questioni che non riesco più ad affrontare come questioni rilevanti. Mi dispiace dirlo a voi che siete persone appassionate ed intelligenti, molto coinvolte su questo terreno.

La mia non è mancanza di rispetto per altre posizioni, solo che, a mio avviso, essere tolemaici dopo Galileo e le scienze degli ultimi secoli, mi sembra disquisire di questioni che hanno fatto il loro tempo. Probabilmente ha ragione chi mi rimprovera, come per altre questioni, il fatto che io sia "dissociato" dal tempo in cui vivo.

Oggi nella strada, con cui cammino con tante altre persone cristiane, ho acquisito consapevolezza che la cena del Signore è un dono che Dio ha fatto e fa a noi cristiani e cristiane attraverso Gesù, prima che avvenissero le nostre mille rotture, differenze, contrasti, lotte e scomuniche. Basta leggere alcune tappe delle nostre divisioni, per renderci conto di quanto sia importante recuperare l'ospitalità eucaristica come cena del Signore per "gustare" il sapore delle nostre origini. Davvero ci siamo coinvolti in dispute secolari, spesso anche prive di senso e ci siamo allontanati dalla sostanza della cena del Signore. E' sufficiente leggere con attenzione "Mangiare Dio" di Matteo Al Kalak (ed. Einaudi) per esplorare il territorio delle ricerche, di conflitti e delle rotture.

Le chiese, a mio avviso, hanno il compito di rendere viva nella storia questa preziosa testimonianza di Gesù di Nazareth e invece, fatti alla mano, nell'Ortodossia e non solo, continuiamo a dividerci anche su questioni lungamente esplorate e chiarite.

Quando alludo alla scelta teologica del "non chiedere permesso a nessuno", voglio esprimere questo concetto: le comunità che hanno compiuto questo cammino ecumenico devono poter

riconoscere e praticare con gioia e responsabile libertà la grazia di questo cammino. Le differenze tra una comunità e l'altra costituiscono una ricchezza e anche una difficoltà, ma a me interessa, soprattutto nel ministero pastorale e teologico, che le comunità possano decidere in proprio di condividere la cena del Signore con quelle altre realtà comunitarie in cui davvero si predica il Vangelo con competenza e coerenza e si vivono i valori della solidarietà e della pace.

Mi interessa particolarmente una ospitalità eucaristica con quelle comunità cristiane che hanno un comune impegno solidale, un orizzonte politico di liberazione. A livello spirituale, teologico - liturgico, trovo fecondo e arricchente praticare l'ospitalità eucaristica anche per imparare dalle esperienze diverse come rendere il culto più legato alla vita, più parlante nelle diverse sensibilità e più attento alle nuove generazioni, per mettere in comune i problemi che le nostre comunità vivono circa la partecipazione al culto cristiano.

Oggi, per quanto riguarda il territorio Pinerolese -Torinese nel quale vivo, trovo inconcepibile rifiutare un dono che Dio ci fa dopo tanti anni di genuina pratica ecumenica (si pensi allo scambio dei pulpiti, ai corsi di teologia condivisi, alle marce di solidarietà...). Penso sia importante la scelta di una domenica ogni anno in cui realizziamo nelle parrocchie, nelle comunità varie una vera ospitalità eucaristica. Scopriamo così con gioia questo ulteriore passo del nostro cammino ecumenico.

Si tratta in sostanza di avanzare e motivare una proposta aperta a chiunque creda a questo ulteriore passo ecumenico.

Se aspettiamo un decreto cattolico universale, temo che ci imparentiamo con Matusalemme. Sono le chiese locali che possono e, a mio avviso, debbono esperimentare e proporre questi percorsi in spirito di comunione, ma senza chiedere permesso a nessuno. 

Le nostre storie sono forse troppo ricche di adeguamenti e di obbedienza. Un po' di creatività in più, con qualche pizzico di disobbedienza e di eresia, forse non ci farebbe male.

Franco Barbero

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Questa comunità

  • Viviamo giorni in cui bisogna essere molto attenti al nostro vissuto quotidiano (salute, lavoro, contagi, morti di amici e amiche e anche nascite e innamoramenti), ma ci è anche richiesto di tenere gli occhi ben aperti a ciò che succede nel mondo.
  • C'è, certo, la guerra in Ucraina e la sua narrazione penosa e proditoria, banalizzante ed emotiva. Ma su questa guerra, sulla Nato, sulla corsa alle armi comincia finalmente a prevalere una lettura storica, documentata non ideologica.
  • Ma c'è il grido delle donne statunitensi, specialmente le più povere, che si levano altissime contro la sentenza di una Corte Suprema razzista che viola i loro diritti e incita al mercato delle armi.
  • C'è una Colombia dove è rinata la speranza, un Cile che ha voltato pagina mentre giunge alle elezioni politiche il Brasile, con Lula e con un progetto veramente promettente.
  • C'è un sinodo generale della Chiesa Cattolica romana che sembra avviarsi all'aggiornamento non alla conversione della sinodalità. L'aggiornamento è la pratica più diffusa per lasciare l'idea di cambiare le cose senza in realtà cambiare nulla di sostanziale.
  • Malattia e morte hanno coinvolto persone che con noi hanno fatto cammino: Annamaria Bermond e Mario Capeletto.  Li abbiamo ricordati con l'affetto e la preghiera, ma il covid ci ha impedito un incontro con le famiglie come avremmo voluto.
  • Dal 2 luglio al 9 luglio io e Fiore saremo, speriamo in riposo e chiedo di pazientare a coloro che hanno visto dilazionare contatti e colloqui e risposte.
  • Sul blog trovate le indicazioni di alcuni strumenti per introdurci alla lettura del Vangelo di Luca.
  • Nel blog trovate anche le segnalazioni e alcune citazioni di libri "laici" che suggerisco per un dibattito culturale attento.
  • E poi... teniamo vivi i nostri gruppi del martedì alle 20:45 e del giovedì alle ore 18 e proseguiamo quella solidarietà quotidiana che dà concretezza al Vangelo.
  • E…. tanta, tanta, tanta salute e fiducia a ciascuno e ciascuna di noi. Dio non si allontana da noi nelle malattie.

Franco Barbero

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

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  • Franca Avaro: 339-8426075
  • don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
  • Brussino Manuela: 347-2997935.
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  • Franca Gonella: 338-5622991; e-mail: francagonella49@gmail.com
  • Ines Rosso: 339-8310247




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Don Franco Barbero

Franco Barbero, nasce a Savigliano nel 1939, presbitero della comunità cristiana di base di Pinerolo, studioso ed esperto di cristologia e del dialogo tra le religioni.
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