PAOLO GAMBERINI, DEUS DUE PUNTO ZERO, Edizioni
Gabrielli 2022, pagg. 512, Euro 25.00.
Ho letto con l'attesa di qualcosa di nuovo queste pagine di un noto teologo gesuita italiano che stimo e con cui a volte scambio qualche parola.
Ho chiuso il volume, dopo 500 pagine dense, ricche di riferimenti e di annotazioni, con una certa alta dose di delusione.
In questo suo peregrinare tra tradizione e modernità non ho trovato nulla di più fecondo e profondo di ciò che ho letto in questi ultimi sessanta anni della mia vita alla scuola dei miei maestri.
Per dirla un po' troppo disinvoltamente, questo discorrere e correre tra tradizione e dogma, mi sembra uno stile teologico oggi assai ricorrente che salva capra e cavoli.
Qua e là ci sono pagine che rievocano Autori e spiritualità feconde ed audaci, ma, tutto sommato, il libro mi pare una preziosa testimonianza di alcune "pagine" del passato, ma quasi assente rispetto ai problemi reali che la fede cristiana, la dogmatica e il linguaggio debbono affrontare oggi .
La bellezza di queste pagine, a mio avviso, sta nel loro tono mai perentorio e sempre dialogico.
La gerarchia davanti a questi libri può stare tranquilla: nulla del suo potere e della teologia nicena-costantinopolitana, efesina e calcedonese qui viene messa in discussione. La grande provocazione del monoteismo ebraico viene raggirata.
Nonostante tutto questo, il mio cuore si rallegra: l'Autore in più passi "salva" il Tu divino e l'essenza della preghiera, volta al quel mistero di Dio che tutto avvolge e tutto abbraccia.
Un saluto grato e affettuoso all'Autore, nonostante i miei numerosi dissensi.
Franco Barbero