martedì 24 gennaio 2023

EREDITA' DI RATZINGER

Marcello Barros 

Adista 21/1

Nell'ultimo giorno del 2022 Papa Benedetto XVI ha concluso il suo percorso in questo mondo.
La sua scomparsa ha suscitato diversi commenti e testimonianze sulla persona, sulla storia e sull' eredità che papa Ratzinger lascia alla chiesa.Fonti del Vaticano e lo stesso Papa Francesco hanno evidenziato la sua umiltà e la testimonianza di santità che egli ha offerto al mondo, principalmente in questi ultimi anni durante i quali ha vissuto come papa emerito: un titolo che, con la rinuncia al ministero di vescovo di Roma, egli ha conferito a se stesso.
La stampa mondiale ha sottolineato la sua profonda formazione teologica e le posizioni conservatrici in temi di morale sessuale come pure riguardo alla missione della chiesa nel mondo.Rivolgendo uno sguardo al suo percorso di teologo, si noterà come Joseph Ratzinger sia stato negli anni 60 uno dei giovani periti del concilio Vaticano II, considerato un teologo aperto e critico nei confronti del modello della cristianità allora vigente.
A partire dal 1968, tuttavia, egli rivede le sue posizioni e, poco a poco, va assumendo posizioni più conservatrici finché, quando assume in Vaticano la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, diventa sempre meno teologo e sempre più censore dei suoi fratelli e guardiano intransigente di ciò che considerava come la vera ortodossia.
A partire dagli anni 80, Giovanni Paolo II riunisce intorno a sé un gruppo di cardinali e consulenti con l'obiettivo di correggere e relativizzare quanto fosse possibile le influenze del Concilio Vaticano II, in maniera da restaurare nella Chiesa ormai di un modello di neo cristianità.In questa prospettiva questo gruppo di cardinali che dominava il Vaticano, tra i quali spiccava Ratzinger, prese a perseguitare e a reprimere la Teologia della liberazione. Tuttavia, non è stata solo questa teologia che essi hanno condannato e perseguitato, bensì qualunque teologia che usasse andare oltre la mera ripetizione letterale dei documenti del Papa e della curia.
Così è arrivata la condanna della Teologia Asiatica del pluralismo religioso, della Teologia Europea più aperta e di qualunque pensiero critico esistente nella Chiesa.
Il diritto di pensare spettava soltanto al Papa e alla curia che sembravano considerare la cultura occidentale come l'unica veramente adeguate per esprimere la verità della fede cristiana.Anche dopo 10 anni dalla sua rinuncia e 10 anni di ministero di Papa Francesco, sembra che, nel mondo intero, più della metà del clero e anche dei vescovi si mantenga salda sulla linea di papa Ratzinger.Sono molti a difendere il suo stile di Chiesa senza neppure riuscire ad avere la profondità della sua visione teologica.La mia speranza è che Benedetto XVI, ora che è in cielo, possa in qualche modo ispirare i preti e vescovi suoi seguaci in America Latina e in Africa, affinché essi possano finalmente scoprire che non c'è bisogno di smettere di essere latinoamericani, neri o indigeni e di diventare romani o francesi per essere veramente buoni preti e buoni cattolici.
Che i suoi discepoli riprendano i libri scritti da Ratzinger negli anni 60 per recuperare il progetto di una chiesa sinodale, fondata sull'ecclesiologia della chiesa locale e in cui il vescovo di Roma sia il primate che conferma nella fede i suoi fratelli anziché il loro controllore.