Non abbandoniamo i gruppi in presenza
È indubbio che disporre della possibilità della rete, ci dona molte possibilità di attivare delle relazioni come era quasi impossibile 10 anni fa.
Perdere o trascurare o sottovalutare questa opportunità sarebbe gettare via un tesoro.
Io, per esempio, uso la rete con difficoltà. Mi dispiace. Ma il gruppo fatto in presenza permette un contatto, una comunicazione, una relazione in cui entrano gli abbracci, le carezze, le strette di mano, tutta l’esperienza del racconto con il tocco, la presenza e il dono del corpo a corpo, la possibilità dello sguardo oculare diretto, l’abbraccio, il bacio, anche la manifestazione del dissenso con tutta tranquillità.
Si parla molto più dei corpi che delle anime. Lo scambio delle opinioni porta le voci diverse molto vicine. Ma esserci con il corpo vuol anche dire che mi sono coinvolto per esserci e che questa fisicità veicola molte caratteristiche dal sapore amicale: il valore dei corpi che si toccano e che possono comunicare tante caratteristiche di ognuno/a.
E poi… pregare gli uni vicini alle altre e spezzare mangiare il pane eucaristico e passarlo da una mano all’altra forse sono particolari non irrilevanti. Prendere il pane condiviso e portarlo a chi lo attende forse a letto o impedito. Questa che è la mia riflessione in Comunità non si esplicita più? E fra quattro anni così ci sarà solo il video?
Senza ansia viviamo i giorni che ci sono dati. Senza contare che qualcuno di noi fra tre anni o io fra tre mesi non ci sarà più con i piedi sulla terra?
Molti interrogativi senza risposte: vuol dire che dobbiamo essere aperti a più possibilità senza dogmatismi. Ma soprattutto fra pochi anni anche la tecnologia diventerà altra e anche coloro che sono i più esperti dovranno prendere atto di mutazioni tecnologiche e soprattutto di mutazioni e patologie antropologiche. Sono in atto studi al riguardo specialmente rispetto alla denatalità e alla fuga dalla pratica del silenzio e della lettura con grave deperimento del cervello.
In ogni caso guardiamo con fiducia al tutto che Dio ci ha messo a disposizione.
Io che scrivo queste semplici righe non vedrò quasi più nulla del futuro con le sue fioriture e le sue patologie. A Dio solo sarà visibile. A me la fiducia in Lui.
La nostra Comunità negli anni prossimi, intendo nei prossimi 5 anni, dal 2025 al 2030, potrà compiere grandi o piccoli passi positivi. Oggi anche il gruppo del venerdì in presenza, quello del martedì in video funzionano. Stiamo seguendo le strade dei molti anni passati. Non manca l’Eucarestia e tutto può essere utile anche mantenere il collegamento in rete e in presenza. È a mio avviso fondamentale ed evangelico guardare avanti con fiducia e soprattutto non perdere i contatti con persone e realtà fuori dalla Comunità che spesso mi cercano e ci cercano.
Franco Barbero 25 ottobre 2024,