giovedì 29 gennaio 2026

da Il Manifesto del 19/01/2026

Tre cardinali Usa contro la Casa bianca: «Politiche distruttive». 

di Luca Kocci


Severa bocciatura della politica estera aggressiva di Trump da parte di tre cardinali arcivescovi statunitensi, Robert McElroy (Washington), Blase Cupich (Chicago) e Joseph Tobin (Newark): «L’uso della forza militare» da parte degli Usa mette a rischio la «pace», scrivono in una inusuale dichiarazione congiunta, rilanciata anche dai media vaticani, Osservatore Romano e Vatican News, segno che Oltretevere si condivide quanto affermano i tre porporati nominati da Bergoglio. 

«Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace», si legge nella nota degli arcivescovi di Washington, Chicago (città natale di papa Prevost) e Tobin. «La costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie faziose che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive».

La «bussola etica» da seguire, allora, è quella indicata da papa Leone XIV nei recenti discorsi, a partire da quello dello scorso 9 gennaio agli ambasciatori presso la Santa sede, ampiamente citato da McElroy, Cupich e Tobin. «La debolezza del multilateralismo è motivo di particolare preoccupazione», perché «una diplomazia che promuove il dialogo e cerca il consenso tra tutte le parti viene sostituita da una diplomazia basata sulla forza, sia da parte di singoli individui che di gruppi di alleati. La guerra è tornata in auge e si sta diffondendo un entusiasmo per la guerra. Il principio stabilito dopo la seconda guerra mondiale, che proibiva alle nazioni di usare la forza per violare i confini altrui, è stato completamente minato. La pace non è più ricercata come dono e bene desiderabile in sé», ma «attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio».

Pertanto «come pastori e cittadini, abbracciamo questa visione per l’istituzione di una politica estera autenticamente morale per la nostra nazione», aggiungono i tre cardinali statunitensi. «Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura», «rinunciamo alla guerra come strumento per ristretti interessi nazionali» e «proclamiamo che l’azione militare deve essere considerata solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come un normale strumento di politica nazionale». E lanciano il programma dell’episcopato Usa – perlomeno dei settori progressisti – per il futuro: «Il dibattito nazionale sui fondamenti morali della politica americana è afflitto da polarizzazione, faziosità e ristretti interessi economici e sociali. Papa Leone ci ha fornito il prisma attraverso cui elevarlo a un livello molto più alto. Nei prossimi mesi predicheremo, insegneremo e ci impegneremo per rendere possibile questo livello più alto». Per Trump, quindi, potrebbe aprirsi un nuovo fronte interno, quello contro i vescovi cattolici.