da Esodo - 2025
VIVERE E MORIRE CON DIGNITÀ
di Renzo Pecoraro
Principi etici per un buon accompagnamento
Illustro in senso operativo alcuni principi etici per un buon accompagnamento del malato terminale.
1)PRINCIPIO DELLA COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE, frutto della relazione tra operatori sanitari, famigliari, pazienti, nel rispetto della libertà del malato primo destinatario delle informazioni sulla propria salute. La verità va detta sempre? Quando? Come? Chi deve dirla?
Va fatto tutto con pazienza e prudenza ma il malato deve conoscere la verità di cui ha bisogno, ribadendo la responsabilità del medico di aiutare ad affrontare una verità scomoda. Ma solo un dialogo franco e carico di fiducia consentirà di procedere nel cammino; altrimenti si ritorna alla tentazione della negazione, della rimozione, dell'accanimento terapeutico. Il medico deve imparare a comunicare, a trovare il tempo, gli spazi, le parole, i gesti per curare una buona comunicazione, verbale e non verbale, per una corretta informazione. Vanno poi coinvolti i familiari che conoscono meglio il malato, per trovare le modalità corrette.
Vero è che spesso sono proprio i familiari a essere d'ostacolo. Ricordiamo
però che, nel rispetto dei familiari, al centro va posto il malato, che va aiutato
ad affrontare con maggior consapevolezza le decisioni sul percorso finale
della propria vita.
2) CONTINUITÀ DELL'ASSISTENZA. Anche il decreto della Presidenza del Consiglio del 20/01/2000 sottolineava la necessità di collegamento tra i vari
servizi sanitari per accompagnare e sostenere il paziente nella fase terminale.
Serve un progetto personalizzato che coinvolga medici, infermieri, le realtà
di distretto, il volontariato, che prenda in carico il paziente e lo accompagni
per tutto il tratto conclusivo della vita.
3) COMPRENDERE I BISOGNI DEL MALATO TERMINALE, espressione della persona nella sua unità fisico-psichico-spirituale. Bisogni di assistenza e sollievo; bisogni emotivi di esprimere i propri sentimenti e gli stati d'animo vissuti; bisogni di presenze e ascolto o silenzio.
4) ALLEVIARE IL DOLORE. Oggi abbiamo tutta la competenza medica ed infermieristica, per alleviare o togliere definitivamente qualsiasi forma di dolore
fisico (vedi legge 38/2010). Togliere il dolore naturalmente non significa togliere ogni forma di sofferenza, e nemmeno di paura. È importante affiancare l’approccio medico con un supporto psicologico e spirituale per affrontare globalmente il problema della sofferenza.
Renzo Pecoraro