da QualeVita di dicembre 2025
Fermato ed espulso da Israele
Siamo oltre la follia. All’aeroporto di Tel Aviv le autorità israeliane hanno fermato e respinto don Nandino Capovilla, parroco di Marghera e voce storica di Pax Cristi.
Non un criminale di guerra, non un trafficante d’armi, non un mercante di morte.
Un prete.
Gli agenti lo hanno bloccato, interrogato e poi gli hanno consegnato un foglio: diniego di ingresso per "considerazioni relative alla sicurezza pubblica, alla pubblica incolumità o all'ordine pubblico”.
Don Nandino, che si era recato a Tel Aviv per promuovere iniziative per la pace e il dialogo, sarebbe un "pericolo" per Israele.
Sì, avete letto bene.
Lo tratterranno una notte, poi lo espelleranno.
Un prete, un uomo disarmato, un missionario di pace.
In realtà, proprio pochi giorni fa, don Nandino ha fatto una sola cosa "pericolosa": dire la verità. E davanti alla strage di Gaza, le sue parole sono state limpide:
“Ciò che è criminale è il genocidio. E finora non è stato condannato. Bisogna sempre trovare giustificazioni per le azioni di Israele. Ma sono scuse che non valgono nulla. Lo smantellamento del diritto internazionale da parte del governo di Israele, che fa quello che vuole nel silenzio della comunità internazionale, va denunciato con forza e decisione”.