Giochi invernali contro il territorio
Maryline Baumard, Le Monde, Francia
Cinquecento larici secolari abbattuti a Cortina per far posto alla pista da bob. E il terreno che cede sotto il peso di un pilone della nuova cabinovia
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La terra ha parlato. A pochi passi dalla pista olimpica di Cortina d’Ampezzo si è aperta alla fine dell’agosto 2025 una faglia lunga trenta metri. Ai piedi dell’ultimo pilone della nuova cabinovia (Apollonio-Socrepes, progettata per trasportare fino a 2.400 persone ogni ora), un dislivello di 50 centimetri separa ormai le due estremità della saccatura visibile nonostante il telone messo per nascondere lo smottamento. I lavori sono stati interrotti, ma nella conca ampezzana, nel cuore delle Dolomiti, il gigantesco orologio in corso Italia continua a scandire il conto alla rovescia in vista dei giochi olimpici di Milano Cortina, che partiranno il 6 febbraio 2026.
La vicenda dello smottamento è stata portata in tribunale dagli abitanti di due frazioni che si trovano vicino al cantiere. Il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, eletto nel 2022, si mostra rassicurante. “La faglia è molto superficiale” spiega, aggiungendo che “sono state prese tutte precauzioni del caso”. Sulla stessa linea è la risposta della Società infrastrutture Milano Cortina (Simico), l'azienda incaricata di costruire le opere olimpiche: “Questo cedimento non sorprende, considerando la natura ben nota del suolo”. La Simico precisa che “il progetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie”.
Ma in un rapporto svelato dal Corriere delle Alpi, Eros Aiello, del centro di geotecnologia dell’università di Siena, conclude che “lo sbancamento è stato eseguito senza le doverose indagini geotecniche in un ambiente ‘a rischio frana’ e senza le previe ‘opere di presidio’”.
La geografa Carmen De Jong, dell università di Strasburgo, che da anni studia gli effetti dei grandi eventi sulle montagne, si spinge oltre: “Se durante i giochi si verificheranno condizioni meteorologiche insolite, come un improvviso nscaldamento e scioglimento delle nevi o delle piogge intense, la sicurezza degli atleti, del personale di supporto e del pubblico potrebbe essere minacciata”.
A rischio mafia
Nel centro abitato gli anziani trattengono il fiato. Sanno bene che la zona della faglia è ad alto rischio, ma lo dicono a bassa voce, in un luogo dove qualsiasi critica ai giochi è mal vista e dove la polizia sorveglia gli oppositori dell'evento. Lnoltre da queste parti gli assembramenti sono limitati.
Questi rischi, però, non hanno impedito l'apertura di tre grandi cantieri: oltre a quello per la cabinovia, c’è quello per costruire uno chalet di lusso (il cui muro di sostegno si è già spostato, secondo gli avvocati dei residenti) e quello per la ristrutturazione di un’altra cabinovia, appena avviata e che non sarà completata prima dell'ottobre 2026, sette mesi dopo la chiusura dei giochi. “È la prova, se mai ce ne fosse bisagno, che con la scusa dei giochi olimpici si sta finanziando un modello obsoleto di sviluppo degli sport invernali, che ignora la scarsità della neve”, commenta De Jong. Il sindaco, intanto, sottolinea con soddisfazione l’effetto benefico dei giochi su Cortina… Come se la località definita “la perla delle Dolomiti”, una delle più famose stazioni sciistiche europee, avesse davvero bisogno di nuvi riflettori….
Un dibattito messo a tacere
A settembre i giornali italiani hanno dato la notizia dell'arresto di due fratelli accusati di aver minacciato alcuni politici per ottenere degli appalti a Cortina. Sono in corso le indagini per scoprire in quale misura i due fratelli e altri soggetti abbiano potuto infiltrarsi nel giro degli appalti per le Olimpiadi. La Simico si dice “certa” che la mafia non sia riuscita a mettere le mani sull'attività edile, “grazie al protocollo di legalità firmato con la Struttura per la prevenzione antimafia, che permerte di controllare tutte le persone, le aziende e gli appaltatori che lavorano nei cantieri”.
Il dibattito sull'opportunità di ospitare i giochi nel 2026, in un periodo storico in cui le Alpi sono notoriamente soggetie alle frane (ultimamente ce sono state molte lungo le vie d'accesso a Cortina) e allo
scioglimento del permafrost, sembra essere stato completamente messo a tacere. L'evento viene presentato come la prima olimpiade di una nuova era, ecologica e sostenibile. Questa retorica però non convince Vanda Bonardo, presidente della sezione italiana della Commissione internazionale per laprotezione delle Alpi. Bonardo ha contato più di cento riferimenti al”concetto di sostenibilità” nel documento per la candidatura di Cortina, ma ritiene che i giochi saanno tutt'altro che ecologici…..
Spese miliardarie
• Dai giochi olimpici di Atene del 1896 (i primi dell'era moderna) a oggi, i costi legati all'organizzazione delle Olimpiadi sono aumentati del 200mila per cento, stimava Time nel 2016. Anche il numero degli atleti partecipanti è passato da 251 a circa undicimila. Uno studio del 2024 dell'università di Oxford ha calcolato quali sono state le Olimpiadi più costose (in dollari del 2022), escludendo i costi delle infrastrutture non direttamente legate ai giochi.
1. Soči, Russia, 2014 Per i giochi invernali sono stati spesi 28,9 miliardi di dollari, contro un budget iniziale di 12 miliardi. Secondo altre stime, la spesa reale è stata di 50,7 miliardi di dollari.
2. Rio de Janeiro, Brasile, 2016 Le Olimpiadi sono costate 23,6 miliardi di dollari e hanno cambiato il volto della città.
3. Londra, Regno Unito, 2012 I giochi sono costati 16,8 miliardi di dollari: avrebbero dovuto essere un modello di inclusione, ma la promessa di realizzare progetti di edilizia sociale non é stata pienamente rispettata.
4. Tokyo, Giappone, 2020 Le Olimpiadi estive sono state complicate dalla pandemia di covid-19. Il budget iniziale è quasi raddoppiato, fino a raggiungere i 13,7 miliardi di dollari.
5. Barcellona, Spagna, 1992 La spesa per i giochi estivi è stata di 11,6 miliardi di dollari, ma ha contribuito a far diventare la città un'importante destinazione turistica.
da Internazionale, 30 gennaio 2026