I. NELL’EPOCA DELLE CHIESE VUOTE
LA FILOSOFIA AL DI LÀ DI SENTIMENTALISMI E CEREBRALISMI
Almeno nel mondo occidentale le religioni versano in crisi forse irreversibile. Titoli come L'implosione di una religione”35 o Oltre le religions36 o Oltre Dio37" si moltiplicano in molte lingue. E non si tratta di testi avveniristici: sono le statistiche che registrano di anno in anno un abbassamento impressionante del numero di persone che frequentano abitualmente le celebrazioni liturgiche.38
A queste maggioranze sempre più consistenti di popolazione non c'é nessuna alternativa da proporre? O la tradizione sapienziale occidentale (testimoniata da tanti filosofi, ma anche letterati ed artisti; scienziati e politici, compositori musicali e registi cinematografici...) può offrire tesori preziosi per illuminare le giornate festive, ad evitare che le cerimonie religiose vengano sostituite con i riti del consumismo ai grandi magazzini, con l'esaltazione idolatrica dei campioni sportivi o con il pellegrinaggio (non proprio economico) verso i luoghi che ospitano i concerti rock?39 E, soprattutto, ad evitare che, pur di vibrare per qualche ideale, gli animi si predispongano ad accettare le liturgie indottrinanti di sistemi politici totalitari, come tuttora avviene in molti Paesi?
Come richiamato efficacemente da Orlando Franceschelli nelle pagine introduttive, da anni mi sono dedicato alla ricerca di una spiritualità ‘laica’ che possa servire da base comune, e fondante, sia per chi crede ancora di credere sia per chi crede di non credere più:40 una spiritualità intesa come “ciò che vi è di più profondo in noi stessi, quello che ci fa essere ciò che siamo, quello che ci rende umani, la stessa specificità umana” e che, dunque, rientra “in una visione non confessionale, nettamente umana, al di sopra delle scuole (non negando con ciò la legittimità delle affermazioni di ogni scuola, ma integrandole in un insieme più ampio, inclusivo ed essenzialmente antropologico)”.41
Si è trattato, e si tratta tuttora, di una ricerca non solo intelletttale, ma anche esperienziale che non potrei portare avanti senza la compagnia di persone meravigliose - a cominciare da mia moglie Adriana Saieva - interessate almeno quanto me a esplorare nuove modalità per coltivare, insieme, le migliori potenzialitd e per lasciar appassire e cascare i residui negativi accumulati nel corso della vita.
Poiché quando mi capita di accennare a questi esperimenti constato spesso uina sincera curiosità, in questo volumetto proverò a raccontarne alcuni, ovviamente senza la minima pretesa di esemplarità: non abbiamo intenzione di atteggiarci a modello per nessuno. Desideriamo - uso il plurale perché so di interpretare "animo dei miei amici e delle mie amiche - limitarci a offrire una testimonianza da cui qualcuno/a potrebbe trarre inspirazione per inventarsi, nel proprio contesto sociale, qualcosa di più o meno simile.
Anche se la maggior parte della nostra cerchia non ha mai studiato storla della flosofia a scuola - o l'ha studiata così male da non ricordare più nulla - nel nostro vocabolario la spiritualità ‘laica’ è quasi sinonimo di spiritualità ‘filosofica’ dal momento che intendiamo per filosofia, più che un patrimonio di dottrine (comunque sempre istruttive), un atteggianiento esistenziale di fordo nei confronti della vita, della storia, della natura: una postura di curiosità, di apertura, di accoglienza, di condivisione... che si ritrova in molti non-filosofi (di professione) e che, purtroppo, non si ritrova in molti filosofi (di professione).
AUGUSTO CAVADI – CHE FARE?