sabato 7 febbraio 2026

Le opinioni

Nessuno é al sicuro nel regno del terrore di Donald Trump

M. Gessen

Non si può piò affermare che Trump voglia semplicemente governare gli Stati Uniti.  Il suo obiettivo è ridurci tutti a uno stato di costante paura. Questa è la nuova realtà del paese

Dopo le ultime tre settimane di brutalità a Minneapolis non si può più  affermare che l'amministrazione Trump voglia semplicemente governare gli Stati Uniti. Il suo obiettivo è ridurci tutti a uno stato di costante paura. Paura di una violenza che in un certo momento potrebbe risparmiare alcuni, ma che non  terrà mai nessuno veramente al sicuro. Questa è la nuova realtà del nostro paese. Il terrore di stato è arrivato.

Per favore, esaminate con me questa lista. Dall'inizio di gennaio, quando l'Immigration and customs enforcement (Ice, agenzia federale per il controllo dell'immigrazione e delle dogane) ha ampliato le sue operazioni a Minneapolis e a Saint Paulin Minnesota, gli agenti federali hanno: ucciso Renee Goad, madre bianca di classe media; minacciato un’avvocata esperta di immigrazione incinta nel parcheggiobdel suobstudio legale; arrestato numerosi cittadini statunitensi, tra cui uno trascinato fuori di casa in mutande; distrutto i finestrini di diverse auto e arrestato i loro passeggeri, compresa una cittadina statunitense che stava andando a una visita medica in un centro per lesioni cerebrali; fatto esplodere granate stordenti e lacrimogeni accanto a un’auto con sei bambini a bordo, tra cui uno di sei mesi; rastrellato un aeroporto, chiedendo i documenti e arrestando più di una decina di persone che lavoravano lì; arrestato un bambino di cinque anni. E nei giorni successivi hanno ucciso un altro cittadino statanitense, Alex Jeffrey Prett, un infermiere di terapia intensiva bianco senza precedenti penali. Gli agenti lo avevno buttato a terra, immobilizzato e a quanto sembra gli hanno sparato almeno dieci colpi a bruciapelo.

Di fronte a una lista come questa, un diluvio come questo, cerchiamo dettagli che possano spiegarci perché queste persone siano state trattate così, dettagli che possano rassicurarci del fatto che noi invece non siamo in pericolo.

Good aveva una relazione con una donna, e la sua partner, che è una lesbica un po’ mascolina, stava parlando in modo impertinente con un agente dell’lce quindi, a pensarci bene, Good non era la tipica madre blanca. ChongLy Thao, l'uomo che è stato trascinato fuori di casa in mutande, è un immigrato dal Laos, non è bianco e presumibilmente parla con un accento straniero. La donna che stava andando alla visita medica e la farniglia con sei bambini stavano attraversando delle zone dov'erano in corso proteste contro l'lce. La famiglia del bambino di cinque anni arrestato non ha un permesso di soggiorno permanente. Nel momento in cui scrivo si sa ancora poco di Pretti, ma suo padre ha dichiarato che partecipava regolarmente alle proteste a Minneapolis.

Concentrarsi su questi dettagli non significa giustificare le azioni degli agenti federali, palesemente brutali e ingustificabili; serve per dare un senso al mondo e calmare i nostri nervi. Se non controbatto, se cambio strada per evitare le proteste, se sono abbastanza fortunato da essere bianco, etero, siatunitense di nascita - oppure se non lo sono, ma evito di dare nell'occhio, resto in silenzio - sarò al sicuro.  Al contrario, posso decidere di far sentire la mia voce, andare alle manifestazioni, rischiare. In entrambi i casi, ci diciamo che se possiamo prevedere le conseguenze, abbiamo il controllo della situazione……

 

Internazionale, 30 gennaio 2026