lunedì 2 febbraio 2026

Per la preghiera personale…

A Dio, principio assoluto

…è la prima parte di una composizione (Servo arbitrio e libero arbitrio) del mistico islamico Gelàl Ud-Din Rùmi (1207-1273), in M.M. Moreno, Antologia della mistica arabo-persiana, Laterza 1951.

Noi siamo come l’arpa,

e Tu sei che la percuoti;

il gemito non è nostro:

sei Tu che gemi.

Siamo come il flauto,

e la melodia in noi, vien da te.

Siamo come un monte,

la cui eco, in noi, è da te.

Siam come la scacchiera, nella vincita e nella perdita, 

e il nostro scacco matto, dato o ricevuto, 

è, o Tu dai begli attributi, da te.

Che cosa siam noi,

o Tu che per noi sei l’anima dell’anima,

perché noi possiamo metterci in mezzo 

quando ci sei Tu? 

Noi e le nostre esistenze siamo dei nulla, 

e Tu sei l'essere assoluto, 

che manifesta ciò che perisce.

Siam tutti leoni, 

ma leoni effigiati su una bandiera, 

che ondeggiano ad ogni vento.

Essi sono visibili, 

e il vento rimane invisibile.

Oh, non ci manchi mai Colui che è invisibile! 

Il nostro vento e la nostra esistenza sono tuo dono: 

il nostro essere dipende tutto dalla tua creazione.

Hai donato all'inesistente la gioia dell’essere,

dopo aver fatto tuo amante l’inesistente.

Deh, non ritirare le delizie dei tuoi benefici,

non ritirare i dolci e il vino e la coppa! 

Che se Tu li ritiri,

chi potrebbe richiederteli indietro?

Come può l'effige contendere con l’effigiatore? 

Non guardare a noi, non badare a noi: 

guarda alla tua benevolenza e generosità.

Noi non esistevamo ancora, non sapevamo ancora chiedere: 

eppure la tua benignità udì quello che non dicemmo.

Davanti al pittore e al pennello 

la pittura è impotente e costretta in sé 

come un feto nell'alveo materno.

Davanti alla potenza di Dio 

le creature sono come una corte di postulanti,

impotenti come la stoffa dinanzi all’ago di chi ricama.