Per la preghiera personale…
A Dio, principio assoluto
…è la prima parte di una composizione (Servo arbitrio e libero arbitrio) del mistico islamico Gelàl Ud-Din Rùmi (1207-1273), in M.M. Moreno, Antologia della mistica arabo-persiana, Laterza 1951.
Noi siamo come l’arpa,
e Tu sei che la percuoti;
il gemito non è nostro:
sei Tu che gemi.
Siamo come il flauto,
e la melodia in noi, vien da te.
Siamo come un monte,
la cui eco, in noi, è da te.
Siam come la scacchiera, nella vincita e nella perdita,
e il nostro scacco matto, dato o ricevuto,
è, o Tu dai begli attributi, da te.
Che cosa siam noi,
o Tu che per noi sei l’anima dell’anima,
perché noi possiamo metterci in mezzo
quando ci sei Tu?
Noi e le nostre esistenze siamo dei nulla,
e Tu sei l'essere assoluto,
che manifesta ciò che perisce.
Siam tutti leoni,
ma leoni effigiati su una bandiera,
che ondeggiano ad ogni vento.
Essi sono visibili,
e il vento rimane invisibile.
Oh, non ci manchi mai Colui che è invisibile!
Il nostro vento e la nostra esistenza sono tuo dono:
il nostro essere dipende tutto dalla tua creazione.
Hai donato all'inesistente la gioia dell’essere,
dopo aver fatto tuo amante l’inesistente.
Deh, non ritirare le delizie dei tuoi benefici,
non ritirare i dolci e il vino e la coppa!
Che se Tu li ritiri,
chi potrebbe richiederteli indietro?
Come può l'effige contendere con l’effigiatore?
Non guardare a noi, non badare a noi:
guarda alla tua benevolenza e generosità.
Noi non esistevamo ancora, non sapevamo ancora chiedere:
eppure la tua benignità udì quello che non dicemmo.
Davanti al pittore e al pennello
la pittura è impotente e costretta in sé
come un feto nell'alveo materno.
Davanti alla potenza di Dio
le creature sono come una corte di postulanti,
impotenti come la stoffa dinanzi all’ago di chi ricama.