domenica 15 marzo 2026

da Il Fatto Quotidiano del 10/03/2026

Diritto - Mattarella ha paragonato Putin ai nazisti, 

ma sull’Iran sta zitto

di Gianluca Ferrara


L’Italia sta rispettando la propria Costituzione? Quando un Paese mette a disposizione basi militari, quando consente l’utilizzo del proprio territorio per operazioni belliche, quando invia navi e assetti militari in un’area di guerra, quel Paese non è più un semplice spettatore. Diventa parte del conflitto. Diventa, nei fatti, un Paese cobelligerante.

L’articolo 11 della nostra Costituzione non va interpretato. Non sancisce che l’Italia limita la guerra, non dice che la usa solo in alcune circostanze. In esso si afferma qualcosa di molto più forte e cioè che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Secondo il costituente, l’Italia non dovrebbe mai considerare la guerra come uno strumento della politica internazionale.

Il governo Meloni sostiene, con la consueta sudditanza, l’azione militare di Stati Uniti e Israele contro un Paese sovrano. L’attacco all’Iran è una clamorosa violazione del diritto internazionale. Persino il ministro Crosetto ha dovuto ammetterlo, eppure il governo continua a sostenere questa aggressione, che ha causato la morte di oltre 150 bambine, sulla morte delle quali la “madre cristiana” non ha proferito parola.

In questi anni Mattarella è intervenuto molteplici volte per denunciare l’aggressione russa all’Ucraina. Ha espresso parole molto chiare di violazione del diritto internazionale. Ha persino equiparato l’attacco di Putin al nazismo dimenticando i 25 milioni di russi periti per sconfiggere Hitler. Ma perché di fronte all’attacco contro l’Iran il presidente della Repubblica tace? Perché non c’è la medesima fermezza nel richiamare il rispetto del diritto internazionale? Nel 1999 l’Italia partecipò ai bombardamenti della Nato contro la Serbia, un intervento avvenuto senza mandato delle Nazioni Unite e quindi in violazione del diritto internazionale. In quel governo Mattarella era ministro della Difesa. Oggi, da garante della Costituzione, a mio modesto avviso dovrebbe ricordare e sottolineare l’impronta marcatamente pacifista della nostra Carta.

Il diritto internazionale e la Costituzione non sono un menu da cui scegliere le regole che si preferiscono di volta in volta. Se esiste un ordine basato sulle regole, quelle regole devono valere per tutti. Senza sudditanza.