lunedì 2 marzo 2026

da Il Fatto Quotidiano del 20/02/2026

Raddoppia lo stabilimento di armi RWM e Italia Nostra critica governo e Regione

di Mauro Lissia


La Regione Sardegna ha deciso di non decidere e il ministero dell’ambiente, attraverso il commissario ad acta, ha tagliato corto: la valutazione d’impatto ambientale è stata approvata e lo stabilimento di bombe e droni della Rwm, punta di diamante della Rheinmetall, partner tedesco di Leonardo, potrà operare con superficie raddoppiata secondo il progetto contestato dagli antimilitaristi. A nulla è valso il tentativo della presidente Alessandra Todde di prendere tempo nella procedura di rilascio dell’autorizzazione unica: forte di una sentenza del Tar, l’azienda tedesca ha chiesto che venisse applicata e nel giro di due mesi, tra fine dicembre 2025 e oggi, il Mase ha travolto ogni speranza antimilitarista malgrado le criticità paesaggistiche e ambientali messe di Italia Nostra. Nel disastrato Sulcis del dopo miniere la notizia è stata accolta con sollievo: 500 posti di lavoro consolidati e altri 200 all’orizzonte con investimenti già deliberati per 140 milioni condizionano anche il più radicale sentimento anti-bellicista. L’idea che dall’isola partano armamenti micidiali destinati alle aree di guerra scivola sulla necessità di dare ai giovani di Domusnovas un futuro. È su questo tasto che il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha insistito nell’annunciare il via libera a Rwm: “Rappresenta un passaggio decisivo per il rilancio del Sulcis”. Amaro il commento di Graziano Bullegas, leader sardo di Italia Nostra: “È una decisione politica, più volte sollecitata dal governo italiano, che sembra voler sostituire il tessuto produttivo del Sulcis-iglesiente, una delle aree più povere d’Europa, con l’industria bellica. Un provvedimento politico agevolato dal comportamento della Regione Sardegna che, pur disponendo del tempo e delle informazioni tecniche per esprimere un parere negativo, ha scelto di non decidere”. Il piano Rwm era stato contestato fin dalle prime battute: mancava la Via, da qui il ricorso al Tar di ambientalisti e pacifisti. I giudici amministrativi però danno ragione all’azienda, solo il Consiglio di Stato sembra bocciare il raddoppio: serve una Via ex post, da elaborare a lavori conclusi. Alla fine la Regione chiede approfondimenti. Nuovo ricorso al Tar di Rwm e il 17 ottobre 2025 la sentenza che affonda ogni speranza di moratoria: l’amministrazione Todde deve decidere entro 60 giorni, altrimenti arriva il commissario. È quello che succede con soddisfazione del governo.