sabato 7 marzo 2026

Questo è il canone preparato da Ines Rosso per la celebrazione di domani.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

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CI CONOSCI FIN DENTRO LE OSSA


P. Saluto all’assemblea

G. E’ bello quando ci si ritrova per stare insieme, per fare festa, per staccare l’interruttore del lavoro, delle occupazioni e delle preoccupazioni.
E’ ancora più bello quando, oltre a tutto questo, sorelle e fratelli si ritrovano per pregare insieme e ringraziare l’Eterno per il riposo e per le cose belle e buone che ci regala.
E’ un’opportunità per fare rifornimento di condivisione, di capacità di ascolto, di disponibilità verso l’altra e l’altro.

Prepariamoci con un momento di silenzio.


1. Se un fiume non è alimentato da torrentelli e ruscelli, in breve tempo si esaurisce e si prosciuga.

2. Se un albero non riceve sole e pioggia a sufficienza, non produce frutti e può indebolirsi fino a morire.

1. Se ad un falò viene a mancare la legna per tenere viva e scoppiettante la fiamma, a poco a poco si spegne e cessa di scaldare.

2. Se le nostre vite non potessero contare, o Dio, sul Tuo amore, la Tua tenerezza, le Tue provocazioni, farebbero la fine del fiume senz’acqua, dell’albero senza sole e pioggia, del falò la cui legna è finita.

1. Felice la donna e felice l’uomo che riconoscono Te, nostro Creatore, come riferimento sicuro e sempre presente.

2. Felice la donna e felice l’uomo che, anche nei momenti difficili della vita, riescono a non cadere nella disperazione e a cercarTi.


LETTURE BIBLICHE

Marco cap. 4, 1-9


1Gesù si mise di nuovo a insegnare sulla riva del lago di Galilea. Attorno a lui si radunò una folla tanto grande che egli salì su una barca e si sedette. La barca era in acqua e tutta la gente se ne stava sulla sponda del lago.
2Gesù insegnava molte cose servendosi di parabole. Presentava il suo insegnamento dicendo:
3'Ascoltate! Un contadino andò a seminare. 4Mentre seminava, una parte dei semi andò a cadere sulla strada: vennero gli uccelli e la mangiarono. 5Una parte andò a finire su un terreno dove c'erano molte pietre e poca terra: i semi germogliarono subito perché la terra non era profonda; 6ma il sole, quando si levò, bruciò le pianticelle ed esse seccarono, perché non avevano radici robuste. 7Un'altra parte cadde in mezzo alle spine: crescendo, le spine soffocarono i germogli e non li lasciarono maturare.
8'Alcuni semi infine caddero in un terreno buono; i semi germogliarono, crebbero e diedero frutto: alcuni produssero trenta grani, altri sessanta, altri persino cento!'.
9Alla fine Gesù aggiunse: 'Chi ha orecchi, cerchi di capire!'.

La parabola del seminatore è annunciata in riva al lago di Galilea e la troviamo, oltre che nel vangelo di Marco, anche in Matteo e in Luca. Rispecchia certamente le difficoltà della predicazione delle prime comunità. Riflette bene lo stato di tensione e di conflitto in cui si trovano coloro che predicano il messaggio di Gesù in quegli anni.
Nella narrazione di questa parabola Gesù vuole mettere in guardia i discepoli sul fatto che la predicazione possa risultare un fallimento: l’annuncio del Regno di Dio potrà incontrare molte resistenze e potrà andare incontro a tante difficoltà. Solo pochi ascolteranno veramente e comprenderanno la parola.
Saranno molti i semi che andranno dispersi.
E per istruire i discepoli (andando incontro forse ai loro dubbi e perplessità) in un linguaggio molto concreto, Gesù racconta di cosa fa un contadino quando è ora di seminare: egli prende i semi, esce, va a seminare e aspetta, senza preoccuparsi di dove essi cadono.
Una parte di semi cade sulla strada e finirà mangiata dagli uccelli (questo seme rappresenta coloro che ascoltano la parola senza comprenderla), un’altra parte cade nei sassi e non metterà radici (sono coloro che accettano con gioia la parola ma senza radicarla in profondità), un’altra parte cade sulle spine e finirà soffocata da esse (la parola che finirà soffocata da altri interessi).
Poi una parte di semi cade sulla terra buona e dà frutti, e se anche fosse solo una piccola parte del seminato va riconosciuto come qualcosa di prezioso.

Drewermann “Una parabola meravigliosa e sempre attuale. Non abbiamo bisogno di sapere la situazione particolare in cui fu raccontata per la prima volta, perché ciascuno con la propria vita è una cosa particolare. E la parabola vuol parlare proprio dentro la nostra vita”.

In Matteo (13, 10) i discepoli chiedono a Gesù: “ Perché parli in parabole”? E in Marco (4, 10) “ I discepoli e quelli che stavano con Gesù gli fecero delle domande sulle parabole”. Forse anche loro non capivano. Come fare a parlare del Regno di Dio a chi non comprende. Come raggiungere con la parola l’anima di una persona senza prospettive. Come catturare l’interesse di una persona delusa, demotivata, stanca o sfiduciata? A volte la mancanza di comprensione non è solo mancanza di buona volontà. Se questa parabola fosse intesa solamente come una lezione morale (i semi che vanno dispersi, le orecchie che non capiscono…) tutte quelle persone che si sentono escluse, ai margini della società, davvero farebbero fatica a capire. La morale giudica ma non aiuta.

Drewermann “Le parole di questa parabola sono pronunciate al di là della situazione del quel particolare momento, e riguardano ogni tempo e si rivolgono ad ogni genere di scoraggiamento presente nella vita umana in generale: Gli esseri umani non soffrono di mancanza di buona volontà”.
“Forse c’è un unico linguaggio che Gesù prova costantemente ad usare, ed esso sta nell’insegnare di nuovo a vedere alle persone che non hanno più prospettive. In questo consiste una parabola: trasformare l’oscurità infinita nell’inizio di un’esplosione di calore, di vita”.


Cosa succederebbe se un seme si alzasse contro le spine e dicesse: ” Ciò che io sono non me lo faccio più portare via. E un altro potrebbe dire” Sono stufo di vivere sempre senza un terreno sotto i piedi. Oppure: “ Come mai mi faccio sempre spingere ai margini come se fossi una nullità. Che cosa ho di sbagliato”?

Quel seme gettato anche sulla strada, tra i sassi, tra le spine rappresenta l’abbondanza dell’amore di Dio che non si risparmia e viene sparso dappertutto, anche in posti dove potrebbe sembrare sprecato. Se anche un solo seme riuscirà a crescere in quel terreno arido il seminatore avrebbe raggiunto il suo scopo.


INTERVENTI LIBERI


1. La Bibbia ci ricorda che sotto terra i semi germogliano, preparando una nuova vita, quando in superficie sembra che non stia succedendo nulla.

2. Quindi non una vita facile Ti chiediamo, ma una vita che non chiuda mai le porte alla speranza. Solo Tu, JHWH, puoi aiutarci, in ogni momento, ad aprire il cuore alla speranza.

T. Aiutaci a capire che ciascuna e ciascuno di noi può essere sostegno e speranza per chi si trova nell’angoscia, per qualche fratello e sorella che sta perdendo la fiducia.


MEMORIA DELLA CENA

T. Eccoci, o Sorgente della vita e dell’amore, alla memoria dell’ultima cena di Gesù, come suoi discepoli e sue discepole. Egli, sapendo ormai vicina l’ora in cui la congiura del potere avrebbe prevalso, concentrò nel semplice segno del pane spezzato e del vino condiviso tutto il suo insegnamento e disse: “Prendete e mangiate: la mia vita è data per voi e per l’umanità. Quando mangerete questo pasto, lo farete per non dimenticarvi di me”. Poi prese la coppa del vino e, porgendola a tutti e tutte, disse: “Prendete e bevete: la mia vita ha pagato fino allo spargimento del sangue la dedizione alla causa di Dio e dei fratelli e delle sorelle. Dio vi garantisce un’alleanza eterna, perfetta: Egli non ritirerà mai il Suo amore dall’umanità. Mangiate questo pasto, ve lo raccomando, per non dimenticarvi di me, di tutto quello che vi ho detto e di tutto quello che ho fatto”.


P. PREGHIERA di COMUNIONE


COMUNIONE


PREGHIERE SPONTANEE



G. Padre nostro, Madre nostra,
con chiunque possiamo avere dei segreti,
ma non con Te.
Ci conosci fin dentro le ossa.
Anche se a volte fingiamo il contrario,
abbiamo bisogno di Te ogni giorno.

T. Continua, ti preghiamo,
a bussare alle porte dei nostri cuori:
prima o poi Ti apriremo,
Ti faremo entrare
E allora per ciascuno e ciascuna di noi
sarà festa grande.

Ines Rosso – Comunità di Via Città di Gap, 13 – Pinerolo 8 Marzo 2026
(Canone tratto da ”Preghiere Eucaristiche vol.2 pag. 60)