martedì 15 aprile 2008

INTERVISTA

D) Don Franco, come ha vissuto questi risultati?
R) Ovviamente c’è poco, anzi nulla, di cui rallegrarci. Ho soprattutto pensato a chi siamo noi italiani e italiane. In questi ultimi anni ha prevalso in modo galoppante l’individualismo, la chiusura verso il diverso e lo straniero. Bisogna capire ancora meglio in che mondo viviamo, in che Italia viviamo.

D) Ha condiviso la scelta del Partito Democratico di correre da solo?
R) Sì, ho condiviso questa scelta perché l’esperienza del governo Prodi è stata interrotta da Mastella, ma è stata sciaguratamente compromessa da una sinistra irresponsabile, la sinistra dei “ministri in piazza”. Ora bisognerà che il Partito Democratico costruisca un’opposizione vera, tutta da inventare. Però, in tutto questo, c’è un segnale positivo: finisce la sinistra della demagogia e può nascere un partito democratico che si impegni sui problemi della giustizia sociale, della sanità, dei diritti. È più a sinistra Obama che Bertinotti.

D) Non c’è anche un deficit della leadership?
R) Penso che sia evidente. Spero che Veltroni e la dirigenza del Partito Democratico siano all’altezza della situazione e si pongano il problema della qualità dei dirigenti. Si tratta di un partito appena fondato ed ora c’è bisogno d’un gran lavoro per farlo crescere. Ma quando sento parlare Bertinotti, Giordano, Diliberto… mi sembra che si tratti di dirigenti che non sono entrati nel nuovo millennio e parlano di un mondo che non esiste. Le loro fantasie di nostalgici sono altro dalla politica.

D) E ora?
R) Intanto bisogna riprendersi dallo sconforto e reagire con calma e con grande fiducia. Anziché logorarci in diatribe interne, occorre valorizzare l’esperienza e recuperare all’impegno tutte le persone i cui voti sono andati persi a sinistra. Spesso si tratta di uomini e donne di grande intelligenza e onestà politica, traditi da una dirigenza illusionista e fuori dalla storia.


D) Lei punta sempre sulle persone…

R) Sì, le persone vanno poste sempre al centro. Riscoprire la politica in tutte le dimensioni significa smetterla di “giocare all’impossibile” e dedicarsi a ciò che è possibile e giusto. Questa è l’unica maniera per non spegnere i sogni. Vedo che talvolta anche nella mia comunità e tra alcuni miei amici la politica è ancora un paradiso di idee in cui si confonde la profezia con un progetto. Questo in realtà crea spazio alla destra e costituisce l’entroterra della disillusione. Comunque, non sono affatto scoraggiato. La vita è lotta e questo è il momento di “scatenare” l’intelligenza, la creatività, la fiducia.

a cura di Serena Corfù

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