Su riforma di venerdì 6 marzo il pastore valdese Daniele Bouchard propone alcune considerazioni anche in vista del convegno di Pinerolo del 21 – 22 marzo.
“L’esperienza pastorale mi ha portato a conoscere la realtà della violenza maschile. La violenza maschile contro le donne e contro i bambini si consuma ogni giorno, silenziosamente, nelle nostre case, gli autori non sono mostri, sono uomini normali, che spesso nemmeno loro si rendono conto della gravità del loro comportamento. Tutti noi li conosciamo, così come conosciamo le loro vittime, le incontriamo ogni giorno. Nella maggior parte dei casi non possiamo sapere quali uomini usano violenza, né quali donne la subiscono, ma sappiamo (se solo vogliamo saperlo) che molte persone che frequentiamo sono coinvolte in episodi di violenza in ambito famigliare.
Al di là delle speculazioni politiche, credo che l’attenzione che ricevono gli episodi di violenza sessuale perpetrati in luoghi pubblici, specialmente se da parte degli uomini provenienti dall’estero, svolga la funzione sociale di cacciare il problema fuori dalle nostre case: se mi mobilito contro gli stupri che avvengono per strada posso dimenticarmi quelli, molto più numerosi, che avvengono nelle nostre case, dirigere il mio odio verso lo stupratore straniero mi aiuta a non riconoscerlo nel mio vicino di casa. Se invece vogliamo guardare in faccia la realtà, siamo costretti a riconoscere che la violenza contro le donne è una caratteristica strutturale della società. Certo, non tutti gli uomini compiono violenza contro le donne, ma tutti gli uomini hanno il dovere di riconoscere che un numero impressionante di loro simili la compie, e di interrogarsi sul perché”.