mercoledì 11 marzo 2009

"BRUTTO NEGRO": ERITREI ASSALITI

Riporto da Repubblica del 9 marzo una vicenda successa a Bologna.

"hai una sigaretta?". Risposta: "No, mi dispiace, non  fumo". La faccenda sembra finita lì, i due che hanno fatto la richiesta se ne vanno. L'altro, un ragazzo eritreo di 24 anni che sta camminando insieme alla moglie di 22, anche lei eritrea, percorre pochi metri, poi si sente afferrare per le spalle. Sono i due di prima. Lo aggrediscono, lo prendono a calci al basso ventre, gli sfilano il cellulare e intanto parte una raffica di insulti razzisti: "Brutto negro di m., tornatene al tuo paese, non puoi stare qui". Qualcuno vede la scena e chiama il 113. Agli agenti che arrivano tanto in fretta da riuscire a mettergli le manette gli aggressori dicono: "Non abbiamo fatto niente. Come? Credete a quel negro di m., invece che a noi?". I due, un bolognese di 22 anni con precedenti per lesioni e guida in stato di ebbrezza, e un bosniaco, regolare e incensurato, erano ubriachi. Sono stati arrestati.

Non basta. Lo stesso giorno alcuni giovani riferiscono di Marco Bayene, giovane italo-etiope insultato e preso a cinghiate a Napoli. La sua dichiarazione è illuminante: "Sono stato vittima della deriva razzista: troppi fari del governo sul caso-immigrati". I fascisti del governo incoraggiano i fascisti delle strade e delle piazze.