che hanno deciso di aderire all'iniziativa di Affermazione Civile "A.A.A. cercasi coppie gay e lesbiche a scopo matrimonio" promossa dall'Associazione Radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford.
Per conoscere i dettagli del progetto vi rimandiamo ai due siti specifici: www.certidiritti.it e www.retelenford.it oppure potete contattarci all'indirizzo in calce.
Vogliamo raccontarvi perché abbiamo aderito e divulgare quest'azione che riteniamo potrà rivelarsi tra le più concrete azioni in tema di riconoscimento di diritti perchè crediamo che ogni persona indipendentemente dal proprio orientamento sessuale abbia diritto di scegliere come dar forma ai propri legami affettivi.
L'idea è semplice quanto efficace: citiamo dal Ricorso che abbiamo presentato al Sindaco delle nostre Città:
"In Italia…le norme vigenti non prevedono che il matrimonio debba necessariamente essere contratto tra persone di sesso diverso…nel Codice Civile non vi è alcuna norma che citi la differenza di sesso come presupposto per la celebrazione del matrimonio…"
Pensate che nel momento in cui vi scriviamo, diversi parlamentari stanno appunto cercando di "recuperare" questo gap presentando mozioni affinché vengano precisate nel Codice Civile le parole "Marito" e "Moglie", così da non lasciarci via di scampo…ma per il momento questa distinzione non è ancora avvenuta…
Noi riteniamo che non solo debba esserci una legge che regolamenti le Unioni civili ma anche e specialmente il Matrimonio, affinché la scelta sul tipo di unione che le persone desiderano, rappresenti realmente pari opportunità per tutt*.
Per noi, in specifico, non è sufficiente un registro delle Unioni civili o una legge Dico o Didore che hanno avuto sin'ora il sapore di un compromesso e che hanno accentuato, invece che colmare una diseguaglianza di fatto.
Noi vogliamo pari diritti e ciò riporta all'Art. 3 della Costituzione Italiana che in questo momento, in Italia, non è rispettato per le persone omosessuali.
Nessun compromesso, nessun ripiego, nessuno sconto di diritti.
Noi siamo cittadin* italian* per cui:
"non applicare le norme dell'Istituto matrimoniale ad una coppia omosessuale genera un contrasto con il principio cardine del nostro sistema di diritto privato, ossia il rispetto della persona umana e dei suoi diritti fondamentali, tra i quali rientra il diritto di sposarsi e fondare una famiglia."
E dunque perché non chiedere, non pretendere anzi, con forza, di poter accedere al Matrimonio? Al diritto di vedere riconosciuta e tutelata la nostra famiglia?
Parole entrambe, matrimonio e famiglia, che anche in noi, donne che non esitano a definirsi femministe, evocano fantasmi di patriarcato e soggezione.
Ma che oggi in Italia, alla luce del nuovo Diritto di Famiglia, frutto di tanti anni di lotte femministe appunto, hanno tutt'altra valenza.
Significano anche, e non ci vergogniamo a dirlo: REVERSIBILITA' della pensione, diritto ad ereditare, aspetti che guarda caso sono fra i primi a non essere stati riconosciuti nelle principali proposte di legge in materia di unioni civili presentate sin'ora anche dal centro sinistra.
Ma significano specialmente VISIBILITA' e riconoscimento della propria UNIONE affettiva.
Perché ricordiamolo, non solo noi siamo private di una serie di diritti che dovrebbero costituzionalmente essere garantiti ad ogni cittadin* italian*, ma spesso siamo ostaggio di coloro che questi diritti hanno ed esercitano, ovvero le nostre rispettive famiglie di origine che in tutta una serie di questioni pratiche, morali ed economiche, possono intervenire nella nostra coppia e fare valere tutta la forza della loro legittimità.
L'iniziativa ha un impatto simbolico e un fondamento giuridico forte; si rivolge inoltre direttamente al potere Giudiziario italiano, che in questo momento è forse ancora in grado di garantire democrazia e laicità molto più di quello politico e che spesso nel nostro Paese si è configurato come il volano in grado di promuovere reale progresso (si pensi alle sentenze illuminanti della Corte di Cassazione in materia di aborto e divorzio).
Detto questo non ci dilungheremo oltre sull'iniziativa, se non per dire che alcuni ricorsi sono già stati presentati il cui esito non dobbiamo dare per scontato.
Coloro che fossero interessat* non esitino a contattarci e saremo liete di fornirvi tutti i ragguagli teorico-pratici sul progetto.
Grazie per l'ascolto,
Antonella, Barbara, Daniela, Debora, Elisa, Silvia