Lecce
Ai Segretari di Cgil, Cisl, Uil
Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti
al Segr. PD Dario Franceschini
Il voto operaio e il sindacato
Apprendiamo da un'inchiesta demografica Ipsos-Sole24ore che le intenzioni di voto degli operai vanno per il 43 per cento (quelle dei disoccupati per il 40 per cento) al cosiddetto Popolo della libertà; mentre al Partito Democratico va solo il 22 e il 19 per cento, cioè la metà.
Il mondo operaio che vota per la Destra è doppio rispetto a quello che vota per il Centrosinistra. Ciò è a dire che vota per i suoi padroni, per quelli che lo sfruttano, e vorrebbero licenziarlo a piacere riducendolo alla precarietà e povertà; per quelli che hanno ridotto i salari del 30 per cento sotto la media dei maggiori paesi europei, per cui gli mancano 7-10 giorni per giungere alla fine del mese. Vota insomma per quelli che lo opprimono.
Come si spiega che il mondo operaio abbia sviluppato una mentalità così distorta, così dannosa a se stesso? e come ha potuto il sindacato lasciare che questo accadesse?
e non avrebbe dovuto impedirlo? Sono domande che ci poniamo e a cui il sindacato dovrebbe rispondere, anzitutto a se stesso, per comprendere gli errori commessi e mettere in atto le strategie per risanarli.
Per le casalinghe siamo addirittura al 50 per cento contro il 20; una categoria che non dovrebbe neanche esistere perché ognuno dovrebbe avere il suo lavoro professionale, mentre il lavoro di casa dovrebbe essere condiviso.
Il Movimento richiama il sindacato alla sua responsabilità.
Lecce, il 4 maggio 2009
per il Movimento il responsabile
Prof. Arrigo Colombo
Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull'utopia, Università di Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160