mercoledì 6 maggio 2009

PREGHIERA DELLA DISCESA

Signore,

a lungo ho creduto che il problema fosse salire.

Ho pensato che elevarsi a mete spirituali più alte

richiedesse impegno, fatica, disciplina.

E in effetti è così.

Per coltivare la mia fede

ancora non mi basta il tempo per meditare,

una santa solitudine per pregare e intercedere,

una serenità e una pace per lodarti

ammirando le bellezze del creato.

 

Ma poi, Signore,

mi sono reso conto che compito assai più arduo

è la discesa.

Scendere a valle dopo essere stati in vetta.

Seguire gli itinerari faticosi

della liberazione degli oppressi;

Visitare il povero nel suo tugurio;

Compromettersi nelle difficili scelte della politica;

Accettare di esporsi per dar voce a chi non ne ha.

 

Tu, Signore, puoi capirmi,

perché in Cristo ti sei rivelato l'Iddio della discesa.

L'Iddio di rischiosi sconfinamenti.

L'Iddio che non teme la vulnerabilità dell'amore.

 

In Cristo, tu mi ripeti di non aver paura.

Tengo accesa la torcia della fede

mentre scendo negli scantinati dell'esistenza.

Concedimi, Signore, di abbandonarmi a Te,

sapendo che l'angolo più nascosto delle tenebre umane,

anche quello segnato dalla morte patita

con inutile dolore,

tu l'hai abitato, l'hai illuminato

l'hai redento.

 

M.A.  (da Riforma del 1° maggio)