lunedì 6 luglio 2009

IL GIUDICE NON VA A CENA CON RICHELIEU

Riporto da La Stampa questa nota di Luigi La Spina:
 
 
"C 'era una volta un magistrato francese. Si chiamava Pierre de Fermat ed era nato nel 1601. Si occupava di cause civili, banali questioni di diritti sulle acque. Le virtuose e rigide regole della Francia di quei tempi gli impedivano, nel tempo libero, di frequentare la società cittadina, perchè il cardinale Richelieu voleva che i funzionari pubblici non potessero essere influenzati, nei loro giudizi, da amicizie e, persino, da semplici conoscenze. Ecco perchè, la sera, restava a casa e, indossando come il nostro Machiavelli, abiti adatti allo studio, si dedicava alla matematica.
Divenne, così, uno scienziato straordinario, scambiando anche corrispondenze con i «grandi» del suo tempo, da Cartesio a Pascal. Ma la sua larga fama resta legata al cosiddetto «ultimo teorema di Fermat», una dimostrazione che non potè scrivere, perche «non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina».
Peccato che i due rappresentanti della più alta magistratura del nostro Stato, la Corte Costituzionale, Luigi Mazzella e Paolo Napolitano, accusati di frequentare, la sera, presidenti del Consiglio e ministri, non abbiano seguito l'esempio del loro ben più umile collega del tribunale civile di Tolosa. Forse, avremmo due scienziati in più. Sicuramente, due giudici discussi in meno. "