sabato 11 luglio 2009

UN TRADUTTORE STRORDINARIO

Riporto da Adista del 27 giugno questo scritto del teologo don Ferdinando Sudati che è il più noto traduttore degli scritti della teologia del pluralismo. Si tratta di uno scritto in cui appaiono sia la passione di un teologo che "traduce" con il cuore, l'intelligenza, la passione di far conoscere un pensiero che può contribuire al rinnovamento profondo della nostra vita cristiana.

Una teologia che si rinnova
Ho scoperto la teologia di Andrés Torres Queiruga attraverso la sua opera Recuperar la creación. Por una religión humanizadora (Sal Terrae, Santander, 1998), alla fine del 2000. ho avvertito quindi il desiderio di ampliare la conoscenza del suo pensiero, avvicinandomi alle altre sue opere e seguendo puntualmente la sua produzione. Per quanto mi è stato possibile ho cercato di farla conoscere al pubblico italiano, impegnandomi in un faticoso lavoro di traduzione per vari editori.
Ad oggi, sono apparse sette sue opere, alcune minori e altre più importanti. Due erano già conosciute qui da qualche anno.
Nel 2006, il teologo di Compostela è stato graditissimo ospite a Milano, dai padri serviti, in occasione di un Congresso sul tema "Il futuro possibile per una Chiesa del Concilio", dove ha tenuto una relazione intitolata "Riforma della Chiesa: la democrazia possibile".
Non ho mai smesso di seguire le pubblicazioni di Torres Queiruga e l'uscita di un suo nuovo libro o articolo rappresenta per me sempre una bella sorpresa, un appuntamento atteso, un punto di partenza per riprendere un qualche argomento teologico di importanza fondamentale.
L'impegno nella traduzione delle opere di Torres Queiruga, che porto avanti già da dieci anni, non è stato per me un esercizio né facile né leggero, come è ovvio trattandosi di opere teologiche, anche per via dello stile personalissimo dell'autore che, a volte, presenta alcune asprezze.
Un compito, tuttavia, gratificante perché con Torres Queiruga ci si imbatte nel crogiolo purificatore di una teologia che si rinnova e che segna la transizione a un futuro già vicino. Non è un caso che il suo enorme sforzo di riflessione, quando si traduce nel titolo di un libro, contenga spesso la parola "ripensare" o "recuperare": ripensare e recuperare, in conformità con un paradigma più adeguato ai tempi, il dato che la tradizione ci ha consegnato.
Spero che la ricchezza del contributo che Torres Queiruga ha dato e sta dando alla teologia cattolica possa evitargli qualsiasi tipo di censura ecclesiastica e lasciare in noi la serenità e la gioia di seguire i suoi insegnamenti.