giovedì 8 ottobre 2009

UNA "IMPOSSIBILE" POSSIBILITA'

Commento alla lettura biblica - domenica 11 ottobre 2009

Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domando: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?". Gesù gli disse: "Perchè mi chiami buono? Nessuno è buono se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: non uccidere, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre". Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza". Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi". Ma egli, rattistatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poichè aveva molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: "Quanto difficilmente, coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!". I discepoli rimasero stupefatti a queste parole; ma Gesù riprese: "Figlioli com'è difficile entrare nel regno di Dio! E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: "E chi mai si può salvare?". Ma Gesù, guardandoli, disse: "Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perchè tutto è possibile presso Dio". Pietro allora gli disse: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi, a causa mia e a causa del Vangelo che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna" (Marco 10, 17 - 30 ).

UN RITRATTISTA

Davanti a questa pagina di movimento, di dialogo, di sguardi penetranti, di domande sincere non si sa davvero quale "fiore" raccogliere...... Quasi ogni versetto apre a riflessioni profonde. Vi ricordate quando da ragazzi andammo in montagna e per la prima volta scoprimmo praterie come giardini fioriti? Non riuscivamo a procedere perchè volevamo raccogliere ogni fiore............
Quando leggo il Vangelo spesso, dopo anni e anni di quotidiana lettura, ogni versetto mi sembra un fiore mai visto, un profumo mai sentito. La Scrittura diventa un appuntamento sempre più atteso, un terreno sempre più fecondo e stimolante, "provocatorio".
Marco è un artista, un "ritrattista" di valore. Gesù è in viaggio e un "tale" (solo Matteo dice che è un giovane) lo saluta con affetto e devozione: "Maestro buono....." Gesù apprezza, ma vedendo quest'uomo inginocchiato davanti a lui, vuole fare chiarezza: "Nessuno è buono se non Dio solo" (10, 18). Gesù non si divinizza. Il suo "potere liberatore" ha origne in Dio. Egli è il ruscello, ma la fonte è Dio. Poi il cristianesimo ufficiale, specialmente a partire dal IV secolo, si è allontanato da questa chiarezza e, in larga misura, ha confuso Dio con Gesù. Ora gli studi biblici e storici ci aiutano a riscoprire questo Gesù del Vangelo.
Consiglio al riguardo, tra i mille studi comparsi, la lettura del libro "L'uomo Gesù" (Mondadori).

L'ARTE DI INCONTRARE

L'incontro si fa dialogo profondo. Gesù è un maestro inarrivabile nella capacità di accogliere i suoi interlocutori, ha un cuore ospitale che traspare dai suoi occhi. Notate la progressione: è un vero cuore a cuore. Quest'uomo è sincero, è un credente che ha cercato la fedeltà a Dio "fin dalla giovinezza" (v. 20). Il Nazareno è rapito, coinvolto da questa onestà: "fissando lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse........." "Una cosa ti manca.......".
Ecco il dialogo: attenzione, amore, schiettezza e poi....... rispetto della decisione dell'interlocutore.
Gesù non lo minaccia, non lo forza, lo lascia andare. Ha seminato nel cuore di quest'uomo i semi dell'attenzione affettuosa, gli ha fatto sentire la sua vicinanza, gli ha avanzato una proposta. Io ho sempre pensato che lo sguardo caldo ed incancellabile di Gesù abbia un giorno potuto fare breccia nella vita di quest'uomo.
Vedo in questo comportamento di Gesù una indicazione preziosa: la tesimonianza del vangelo ha bisogno di attenzione alle persone, di rispetto. di libertà, non di paura o di imposizioni.

UNA PROPOSTA RADICALE

Ma Gesù non arretra: le ricchezze creano ostacoli all'accoglienza del "regno di Dio". L'ammonimento era già dato ai discepoli: O Dio o mammona, cioè le ricchezze, il denaro.
Senza volerci piangere addosso, è certo che questa pagina continua ad interpellarci come singoli e come chiesa. Ogni ricchezza quando è "molta", quando ci colloca nel superfluo, prende il cuore e lo chiude a Dio e ai fratelli e alle sorelle. Ognuno/a di noi deve lasciarsi interpellare da questo avvertimento.
Guardando la storia dei vari cristianesimi (e in particolare la storia della nostra chiesa cattolica ufficiale) ci viene la pelle d'oca a pensare ai guai che l'accumulo e la ricerca delle ricchezze hanno prodotto. Abbiamo fatto i mercanti in nome di Dio, i banchieri cattolici, truffaldini più che mai, ingannando i poveri, usando le loro elemosine....... per i più sporchi affari.
La nostra chiesa ha ricevuto soldi dalla mafia, da dittatori sanguinari per averne protezione o assicurare silenzio e complicità. Proprio per il bene che voglio alla mia chiesa e sopratutto per il bene che voglio al Vangelo, lunedì 12 presenterò a Torino con l'Autore il volume "Vaticano S.p.A. " (Edizioni Chiarelettere). Si tratta di un volume estremamente documentato che fa un gran bene ad un lettore credente. Offre uno sferzante invito a sollecitare la nostra chiesa ad uscire dalla idolatria del denaro, dall'affarismo del IOR e simile.
Eppure Gesù apre ai discepoli e alle discepole sconvolti dalla difficoltà di questa pratica, un sentiero di speranza e un orizzonte di fiducia.
Per quanto sia difficile liberarci dalle nostre idolatrie, dall'attaccamento al denaro, al superfluo......., Dio può darci la forza per effettuare questa conversione: "Per gli uomini e per le donne è impossibile, ma non per Dio". Non ho la pretesa di sapere come Dio possa liberare i nostri cuori dai ceppi del superfluo, ma le Scritture ci indicano una strada sicura, una direzione precisa: se penso a chi è meno fortunato, se nel quotidiano partecipo nei limiti delle mie possibilità alle iniziative di condivisione, se solidarizzo anche concretamente con chi è nel bisogno, se sostengo le iniziative serie di solidarietà, i progetti che vicino e lontano si realizzano, se apro gli occhi, il cuore e il portafoglio a queste iniziative........, posso lì trovare la voce di Dio che mi chiama. E' la solidarietà, quella seria, che cerca di andare alla radice delle ingiustizie, che fa fiorire la vita.
Lì, per noi credenti, Dio ci aspetta per l'appuntamento più importante.