martedì 19 ottobre 2010

DELIBERE RAZZISTE A NOVARA

Riporto da L’Unità si sabato 16 ottobre queste informazioni e riflessioni:

“Quando eravamo ragazzi Novara per noi era la De Agostini.

Cioè le carte geografiche, le capitali col cerchietto nero, il blu profondo degli oceani, un esotismo scolastico che sapeva di monti, laghi, fiumi, lingue, navigazioni, epifanie... Era un orizzonte senza linee, una geografia che mescolava, colorava e si presentava ai nostri occhi denso e ricco.

Insomma: era il mondo. E noi, ragazzi di provincia, lustravamo con gli occhi e con l’anima quelle carte geografiche appese ai muri delle nostre scuole, le solcavamo con lo sguardo, imparavamo a conoscerle e a smarrirci dentro.

Adesso Novara rischia di diventare periferia triste di quest’Italia. Meno che provincia: s’è fatta quartiere, rione dell’anima, luogo chiuso e diffidente. Come quasi tutte le altre città italiane del nord. Merito delle delibere inventate dalla giunta comunale, leghisti e Pdl. La prima delibera sancisce che se si sta a chiacchierare in tre dopo la mezzanotte nei parchi cittadini, fosse pure ferragosto, rischi la galera. La seconda dispone che i locali etnici devono stare ben distanti l’uno dall’altro, almeno 150 metri, pena il ritiro della licenza. La terza dice che non si può mangiare il kebab per strada. La quarta impone alle insegne dei negozi in lingua non italiana di affiancare la traduzione ben in vista (supermarket, wine, hot dog dovranno essere accompagnati dalla opportuna traduzione: supermercato, vino, cane caldo...). Un’ultima delibera, infine, dice che se non sei italiano e vuoi avere una licenza commerciale (o vuoi conservare quella che t’hanno già improvvidamente rilasciato), dovrai superare un test di cultura generale.”.