venerdì 22 ottobre 2010

LA GERARCHIA CATTOLICA MINACCIA LA SCOMUNICA

Nella cattolica ma moderna Polonia esplode un conflitto Stato-Chiesa senza precedenti da quando, con la rivoluzione non violenta del 1989, Varsavia conquistò la democrazia. La conferenza episcopale minaccia di scomunica i parlamentari che voteranno qualsiasi legge a favore della fecondazione in provetta. «Denunciamo questo ricatto», ha replicato ieri Pawel Gras, portavoce del governo del premier liberale Donald Tusk. Lo scontro sulla fecondazione assistita avvelena il clima tra il governo liberal di Tusk e la Chiesa. In una lettera aperta i vescovi definiscono la stessa fecondazione in vitro «una sorellina dell`eugenetica». Una durissima allusione alla politica nazista di selezione razziale con l`eliminazione delle persone ritenute "inferiori" dal Terzo Reich. Pochi giorni fa, in un`intervista, il presidente della Conferenza episcopale, Henryk Hoser, aveva apertamente minacciato la scomunica: «Chiunque voterà leggi a favore della fecondazione in provetta - aveva detto - si metterà automaticamente fuori dalla Comunità della Chiesa». Per il premier Tusk, che non è anticlericale ma è deciso a continuare a passo di corsa la modernizzazione della Polonia, si tratta di un ricatto che non fermerà il governo e il parlamento. Detto francamente, l'Italia dovrebbe imparare dalla Polonia una lezione di laicità.