venerdì 15 ottobre 2010

LA MIA RISPOSTA


Caro amico,
certamente tutti moriremo come peccatori, ma l'incontro con Dio non può che essere il Suo abbraccio di misericordia e di accoglienza.
Non posso sostituirmi a Dio con la presunzione di sapere quale sarà il destino di ognuno, ma per nessuno ci sarà l'inferno. L'unico inferno è quello che troppo spesso  viviamo in questo mondo.
La "dannazione eterna" è una immagine che ricorre in alcuni testi dei due testamenti come "antico linguaggio" per sollecitarci a distinguere il male dal bene e per esortarci a deciderci verso il bene. Ma le immagini e le metafore bibliche vanno lette ed interpretate dentro il quadro culturale di un tempo.
Quanto alla sua richiesta sui versetti di Matteo, non posso che limitarmi a qualche accenno. In una società patriarcale, cioè impostata sul dominio dei maschi sulle donne, è ovvio che Gesù rivolga la sua attenzione a questo dominio maschile che si esprimeva come "possesso della donna".
È interessante l'osservazione del versetto 28: tenere nel cuore il desiderio di possesso significa porre le radici dell'adulterio. Gesù non proibisce lo sguardo umano che si rallegra della bellezza, ma lo sguardo maschile invasivo, violento, che guarda la donna solo come corpo, come oggetto. Per la Bibbia il cuore è la radice delle nostre azioni.
Il versetto 32 dice espressamente, sia pure nel linguaggio patriarcale, che ci può essere una eccezione. Il testo greco può essere tradotto in tanti modi, ma certo è che Matteo con quell'eccetto dice espressamente che può succedere che esistano giusti motivi per separarsi. Le consiglio di leggere "Dopo il matrimonio" (Edizioni La Meridiana).
In tal caso, la sapienza umana e cristiana che il magistero cattolico ha smarrito, insegna che si può imparare dalle proprie fragilità e anche dai propri errori e poi ringraziare Dio se ci fa reincontrare e rivivere il dono dell'amore. Proprio per questo non è il caso di privarci dell'eucarestia e di pensare che la propria vita sia un fallimento. Le seconde nozze possono essere una nuova benedizione.
Le auguro di sentirsi in pace con se stesso, con Dio per poter guardare avanti con fiducia e con spirito costruttivo.
Con stima ed affetto
            don Franco