Si è svolto a Torino il primo incontro di "Teologia del pluralismo religioso" presso il Colegio de Salamanca in Via Buozzi 2. Ringraziamo della squisita ospitalità che ci ha permesso una presenza molto superiore al previsto.
- Entrando nell'argomento, abbiamo delimitato il campo: il "corso" si concentra sul "pluralismo religioso" sul quale riflettere teologicamente da una prospettiva occidentale e latino-americana. Ovviamente oggi il pluralismo è una realtà che va ben oltre il "religioso". Ognuno ha il suo cannocchiale che è sempre parziale.
- Noi siamo situati in un contesto della cui storia, per certi aspetti poco pluralistica, stentiamo a diventare consapevoli e responsabili.
- Il passaggio "di conversione" che ci si offre consiste nel superare la stagione del "dialogo tra religioni e culture" per situarci nel corpo a corpo con le persone: è la realtà dell'incontro nelle città, nei luoghi di lavoro, in tutti gli spazi della vita. Ogni riflessione parte da questa che per noi in Occidente è una realtà aperta a tanti esiti, senza che si possano o si debbano prevedere gli sbocchi.
- Le generazioni giovani sembrano non accettare le "imposizioni monoreligiose" (pag. 27) e si profilano percorsi identitari diversi e forse inediti.
- Suggerisco di leggere in queste settimane i testi antologici del capitolo 4° e del capitolo 5° del libro di Vigil per poi affrontare insieme i capitoli sesto ed eventualmente settimo.
Attenzione
- Ci rivedremo sabato 27 novembre alle 15,30 in Via Buozzi 2 a Torino.
- È possibile a chiunque aggiungersi.
- Dovremo cercare di strutturare meglio il pomeriggio determinando con precisione tempi, modi, gruppi, pause. Si potrebbero far giungere le proposte a Francesco Giusti, farle circolare (320/0842573).
Alcuni testi utili:
PAUL KNITTER, Una terra molte religioni, Cittadella
ROGER LENAERS, Il sogno di Nabucodonosor, Massari Editori
Libro di riferimento
J. MARIA VIGIL, Teologia del pluralismo religioso, Borla Editore.
Un problema gioioso
Credo che arrivino altri partecipanti. Una bella notizia. La sede era già al pieno. Ne parleremo.