martedì 19 ottobre 2010

RINALDO GIANOLA SCRIVE

Riporto alcune riflessioni comparse su L'Unità del 16 ottobre:

"Non c'è alcun isolamento della Fiom e della Cgil, come qualcuno vorrebbe far credere. Sarebbe sufficiente leggere le piattaforme dei sindacati in Spagna, in Francia, in Grecia, persino in Gran Bretagna dove stanno tornando di moda le trade unions dopo la lunga "cura" di Margaret Thatcher e Tony Blair, basterebbe sapere che Zapatero ha dovuto subire il più grande sciopero generale della Spagna democratica e che Sarkozy barcolla davanti ai tagli alle pensioni, ai sacrifici imposti al mondo del lavoro, per comprendere che non basta sedersi, in esclusiva, al tavolo con Maurizio Sacconi per pensare di aver ragione. Scioperi e proteste investono l'Europa perchè, come viene affermato oggi a Roma, non si esce dalla crisi colpendo ancora i lavoratori, le famiglie, i ceti più deboli. C'è bisogno di nuova, diversa, più equa politica di sviluppo. Questa è la realtà".

L'enorme successo della manifestazione romana di sabato 16 ottobre dice che questo bisogno di giustizia sa esprimersi con ragionevolezza e con maturità senza alcun ricorso alla violenza.

I ricatti di Maroni sono violenza.