venerdì 10 dicembre 2010

COMMENTO ALLA LETTURA BIBLICA

                               Testo biblico e commento

Matteo 11:2-11

 

2 Or Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo de’ suoi discepoli: 3 Sei tu colui che ha da venire, o ne aspetteremo noi un altro? 4 E Gesù rispondendo disse loro: Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: 5 i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano, e l’Evangelo è annunziato ai poveri. 6 E beato colui che non si sarà scandalizzato di me! 7 Or com’essi se ne andavano, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che andaste a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento? Ma che andaste a vedere? 8 Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano delle vesti morbide stanno nelle dimore dei re. 9 Ma perché andaste? Per vedere un profeta? Sì, vi dico e uno più che profeta. 10 Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che preparerà la via dinanzi a te. 11 In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni Battista; però, il minimo nel regno dei cieli è maggiore di lui.

 

CHE COSA SIETE ANDATI A VEDERE?

 

Il brano che abbiamo letto  è una costruzione teologica ben organizzata. Lo scopo è evidente: si tratta di fare in modo che, dopo avere tessuto ancora una volta un altissimo elogio morale del Battista, sia lo stesso profeta ad indicare in Gesù il messia promesso.

E’ difficile immaginare che questo quadro teologico abbia alle spalle un evento preciso. Non siamo, dunque, di fronte ad una cronaca, ma ad una elaborazione davvero suggestiva e ricca di messaggi che però ha il suo fondamento storico nel fatto che Gesù fu discepolo di Giovanni.

 

I due protagonisti

Intanto il Battista è in carcere, fatto storico ben documentato, per il coraggio con cui ha vissuto e predicato. Non è stato una canna sbattuta dal vento, un uomo-“personaggio” dei palazzi, la cui vita trascorreva tra lussi e privilegi. Gesù lo additò come profeta, “qualcosa di più di un profeta”.

Leggo questa pagina e scrivo queste righe dopo aver letto su Repubblica di giovedì 9 dicembre che il duce di Arcore vede l’affarista vaticano cardinale Bertone. Dunque la cricca vaticana e la cricca governativa di Tremonti, Letta e Berlusconi si sono incontrate a pranzo sotto le volte affrescate dell’ambasciata d’Italia presso la santa sede per salutare e festeggiare i dieci nuovi cardinali italiani usciti dal recente concistoro. A tavola il mercante di Arcore sedeva accanto al segretario di stato vaticano, il trafficante cardinal Bertone,considerato il più fidato e potente alleato vaticano di Berlusconi.

Tra benedizioni, porpore, inchini  e prostituzioni varie la “portata” più nutriente del lauto pranzo per il vaticano sarà l’impegno di separare almeno un po’ Casini da Fini e soprattutto dare man forte al ricupero delle pecore cattoliche da ricondurre al gregge.

Berlusconi alle escort è abituato e Bertone sa che la sua multinazionale del sacro ha sempre fornicato da grande prostituta  con tutti i poteri oppressivi della terra. Che contrasto! Là Gesù e il Battista, martiri di una coerenza che li ha sempre collocati dalla parte dei deboli e degli esclusi; qui un pranzo tra papaveri e gente “consacrata” e votata ad una carriera di palazzi sacri e profani. Siamo agli antipodi. E’ difficile immaginare una distanza più profonda.

 

Ma c’è una chiesa del regno di Dio

Ma la testimonianza del Battista  e quella per noi decisiva di Gesù non sono state senza frutto.

Sulle tracce del nazareno milioni di donne e di uomini di ogni cultura e di ogni popolo, anche vescovi e preti in grande quantità, hanno speso tutte le loro energie senza idolatrare il denaro, la carriera, i potenti di questo mondo.

Eccome! Esiste davvero, sparsa nelle varie chiese cristiane, dentro e fuori di esse, una “nube di testimoni” che hanno seminato e seminano ogni giorno umilmente, audacemente e pazientemente, germogli di giustizia e di resistenza.

Nella mia vita ho conosciuto la prostituzione ecclesiastica più sporca e perfida, ma ho anche raccolto la testimonianza di tanti fratelli e tante sorelle piene di coerenza: gente dalla schiena diritta e dal cuore puro, appassionato, accogliente.

 

La speranza

Non abbiamo bisogno di demonizzare in blocco l’istituzione ecclesiastica o le persone che in essa sono inserite (Martini non è Bertone) e non abbiamo bisogno di canonizzare nessuno per legittimare la nostra mediocrità all’ombra di qualche santo. Si tratta di altro: la fede e la comunità di Gesù si rendono visibili nelle scelte concrete, nell’onestà e nella coerenza.

Tutti restiamo peccatori, ma possiamo tentare il sentiero concreto delle beatitudini nel rifiuto di ogni idolatria. Non è in nome di una nostra presunta perfezione che dobbiamo alzare la voce nella società e nella chiesa di cui siamo più che mai parte. Lo dobbiamo fare in nome del Vangelo perché Gesù mangiava con i miserabili e i peccatori e non alla villa del signori di Arcore del suo tempo.

Lo scandalo dei banchetti con i potenti è la negazione del significato dell’eucarestia,  pasto di convivialità e di condivisione che invoca ed  esige la demolizione dei muri che i potenti hanno eretto a protezione dei loro affari e dei loro privilegi.

Erode, il Battista e Gesù non si trovarono né per un pranzo né per una cenetta.

 

Ti prego

Ti prego, o Dio, per le nostre chiese. Rifiutino le alleanze con i potenti e imparino a convertirsi all’esistenza quotidiana degli ultimi e delle ultime.

Aiuta ciascuno di noi a percorrere la strada della condivisione dal basso. Spesso “chi viene a vedere” noi cristiani…..trova tante foglie e pochi frutti.

Fino a quando dovranno attendere i più  poveri della terra che le chiese cristiane si dissocino da chi non  conosce altro dio che il proprio interesse?