Don Sandro è un prete molto noto ed apprezzato a Grosseto. Insegna teologia morale. Mercoledì 15 dicembre è venuto all'incontro sull'omofobia nel palazzo della provincia. Era l'occasione della presentazione del libro "Omosessualità e Vangelo"(Edizioni Gabrielli).
In un clima sereno e costruttivo stavamo confrontadoci sulla cultura dominante, sulle responsabilità delle istituzioni laiche e delle chiese, sull'importanza di costruire percorsi positivi. Ovviamente qualche relatore ha mosso delle osservazioni di garbato e profondo dissenso dalle posizioni del magistero cattolico. Don Sandro ha avuto a sua disposizione uno spazio di intervento in cui ha illustrato e difeso i documenti del magistero cattolico. Quando in assemblea si è levata qualche voce di dissenso dal suo pensiero, don Sandro si è alzato e se n'è andato accusando gli interlocutori di "essere lì per dire male della chiesa". Si è notato uno stupore generale. Infatti, si faceva notare in assemblea, che spesso è proprio l'amore per la propria chiesa che spinge le persone ad esercitare lo spirito critico. Ed esercitare lo spirito critico non significa essere nemici.
Resta il fatto che chi è abituato ad insegnare, spesso non sa ascoltare, non lo ritiene necessario o non ha mai imparato a farlo.E' notorio che la gerarchia cattolica parla e straparla sui gay e sulle lesbiche, ma non li ascolta. Spero che don Sandro, che ho avuto il piacere di conoscere, ripensi con meno aggressività alla serata, al suo atteggiamento e al suo comportamento di fuga dal confronto. Le pillole di verità preconfezionate ora sono scadute: c'è bisogno di un dialogo in cui si scenda dai troni e dai toni magisteriali.