“Pronunciata tra gli altri dal capo dell’opposizione Bersani, la parola “corruzione”, grave in sé, gravissima se riferita al Parlamento, è risuonata senza suscitare particolare scandalo, quasi fosse un dettaglio tecnico, o una forzatura polemica. La colpa non è di Bersani. Sono gli strumenti di ricezione collettivi a essere inceppati quasi dismessi, come terminali nervosi che non riescono più a mandare segnali al cervello. Siamo, sul piano etico, un paese oramai minorato, dopo lunghi anni di martellante propaganda formalmente anti-moralista, nella sostanza anti-democratica. Dico antidemocratica perché la limpidezza dei comportamenti, il disinteresse dei servitori dello Stato, e perfino la mediocrità “moralista” (non si ruba, no?) sono l’acqua in cui la democrazia nuota. Il prevalere dei furbi, la destrezza dei più forti, lo strapotere dei più ricchi, l’impunità dei mercanti di voti sono altrettanti sfregi all’uguaglianza dei diritti e dei doveri, ergo alla democrazia”.