martedì 15 marzo 2011

CARO MARCELLO VIGLI

ti scrivo per esprimerti quanto condivida la tua “proposta di fare un passo avanti:proviamo a costruire il prossimo convegno nazionale insieme a loro, ai gruppi e alle reti del “cristianesimo italiano” che siano disponibili. Daremmo così visibilità al riconoscimento reciproco e alla possibilità concreta di contaminarci, dimostrando nella prassi che è possibile essere cristiani/e in mille modi differenti”.

Penso che tu non faccia fatica a capire perché io abbracci con entusiasmo questa proposta: è l’orizzonte in cui penso e opero da molti anni. A me, proprio dall’interno del movimento delle comunità cristiane di base, interessa la “comunità di Gesù” più che le nostre particolari e significative esperienze.

Vedendo le presenze “esterne” all’ultimo incontro nazionale, mi sono ulteriormente convinto che sempre di più stiamo avviandoci a prendere atto delle necessità di “confrontarci e unirci come chiesa cristiana-ecumenica di base”. Mi sembra anche una esigenza di sopravvivenza del nostro movimento.

Questa “operazione”, a mio avviso, è anche coerente con il nostro cammino, ma costituisce un passo avanti, ulteriore, per certi aspetti inedito. Essa può rafforzare ed esprimere pubblicamente quella “svolta” di cui molti e molte avvertono l’urgenza nella nostra chiesa.

La stessa fase di verifica della proposta che hai presentato, a mio avviso, costituisce una scommessa teologica di qualità ed apre ad un percorso che esige un nuovo inizio, sia pure in presenza di esperienze e di reti esistenti. Anzi, sono queste esperienze e queste reti che la rendono possibile.

In alcuni gruppi cristiani di base piemontesi già nel 2003 parlammo diffusamente della costruzione di “un concilio della chiesa di base”, non come contro-concilio, ma come spazio aperto e propositivo di quei mille sentieri che costituiscono la “chiesa altra”.

La tua proposta, se capisco bene, in qualche modo, guarda in questa direzione e potrebbe esserne la possibile “anticamera”. Intanto…un passo alla volta.

Un saluto e un abbraccio

Franco Barbero