giovedì 17 marzo 2011

IL NUCLEARE ADESSO E' MORTO

 

“IL NUCLEARE ADESSO E’ MORTO”

Antonio Cianciullo, Repubblica del 15 marzo, ha intervistato Rifkin:

«E` uno tsunami energetico. L’onda d’urto prodotta dal disastro giapponese ha reso evidente a tutti la follia della scelta nucleare. Come si potrà proporre una nuova centrale atomica quando il paese che dispone di una delle tecnologie più avanzate del mondo si trova con tre impianti in crisi, reattori con una fusione del nocciolo in corso e un potenziale scenario catastrofico davanti? Il nucleare ha chiuso». JeremyRifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, misura le prime reazioni allo shock di Fukushima.

Eppure anche in passato ci sono stati incidenti gravi.

«Lo so bene: negli Stati Uniti siamo stati a un passo dal disastro nucleare. Era il 1979 el`inci- dente di Three Mile Island ha lasciato un segno che non si è più cancellato. Da allora gli ordinativi degli impianti nucleari sono stati sospesi e nemmeno gli incentivi pubblici decisi da Bush sono riusciti a rianimare l`industria nucleare. A Cernobyl andò peggio, ma molti sottovalutarono quell’incidente imputandolo ai difetti del regime sovietico».

E adesso?

«Adesso è diverso perché è entrato in crisi uno dei paesi leader del nucleare avanzato. Ed è successo perché, invece di scegliere la strada dell’energia pulita, si è scelta una via pericolosa pensando di cavarsela con soluzioni ingegneristiche: moltiplicare i controlli, aumentare le difese, raddoppiare le misure di sicurezza.

Non è bastato perché ci può sempre essere un evento imprevisto: un terremoto di potenza inusuale, un attacco terroristico in forma inaspettata, un incidente che nessuno aveva ipotizzato. E le conseguenze di un solo errore sono ora sotto gli occhi di tutti. Con il nucleare si rischia un disastro che non ha confini nel tempo e nello spazio».