martedì 22 marzo 2011

PER FAVORIRE LA MAGGIORANZA

Da vero discepolo di Marco Pannella, ormai sempre più pericolante verso Berlusconi, il radicale Beltrandi salva il governo. Ecco la ricostruzione dei fatti di Concita De Gregorio su L’Unità di giovedì 17 marzo:

alla Camera si discute se votare o non votare in un solo giorno per il secondo turno delle amministrative e i referendum i quali, lo ricordo, sono tre: uno riguarda per l'appunto il nucleare. Si discute se votare solo il 29 maggio o anche il 12 giugno, con raddoppio della spesa e annientamento della logica. Il centrodestra non vuole votare in un solo giorno, anche se questo significa buttar via 350 milioni di euro, perché teme i referendum acqua/nucleare/legittimo impedimento. Teme che diventino il primo voto popolare che sancisce la fine di questo governo. Alla Camera la richiesta di unificazione delle tornate elettorali avanzata dalle opposizioni non passa per un voto. Quello che il radicale Beltrandi, appunto, eletto nelle liste Pd esprime in dissenso dal gruppo col seguente argomento: "Unificare le date è un escamotage per raggiungere il quorum". Ogni commento, davvero, è assolutamente superfluo.”

Beltrandi, di cui nessuno ha mai sentito una sola idea, ha trovato il modo di far parlare di sé. Chi si contenta gode...