giovedì 10 marzo 2011

UNA RISPOSTA A TRE LETTERE


Cari Giulio, Renata e Lorenzo,

ho lasciato a lungo nel cassetto le vostre tre lettere in cui esprimete, in modi assai simili, la vostra paura del diavolo: “temo che sia il diavolo a spingermi all’omosessualità”; questo “ragazzo mi ha contagiata e ora sento il diavolo dentro di me” e “ volte temo di essere posseduto dal demonio”…

  • Le vostre paure vi fanno soffrire e nelle vostre lettere mi parlate di “notti insonni”, di “voci strane”, di relazioni sofferte, di persone che “comunicano spiriti immondi” e cose simili.
  • Si tratta di credenze diffuse, di luoghi comuni, di insegnamenti catechistici infantilizzanti e soprattutto di testi biblici letti in modo letteralistico, anzi fondamentalistico. In molti testi antichi, compresa la Bibbia, c’è una abbondante traccia di questa credenza. Quando non si conoscevano le cause di tanti mali, si esprimeva la realtà del male con un processo retorico chiamato personificazione. Così i mali, le malattie sconosciute o invincibili erano il prodotto di spiriti-persone maligne. Chi non conosce questo procedimento letterario e questo contesto culturale pensa che davvero esistano il diavolo, satana, gli spiriti immondi e pensa che questa credenza sia legittimata dalla Bibbia.
  • La predicazione cristiana spesso ha parlato del “diavolo tentatore” citando dei passi biblici senza una interpretazione contestuale. Anzi, la gerarchia cattolica nei secoli ha creato il ministero dell’esorcista “per cacciare i demoni”. Così ha confermato questa credenza nel diavolo.
  • È ben noto che la credenza nel diavolo è stata usata da tutte le inquisizioni per definire e condannare “eretici e streghe” come posseduti dal demonio.
  • Molta parte della predicazione e della catechesi cattolica e cristiana ha usato la credenza nel diavolo per incutere paura e soggezione.
  • In realtà una corretta lettura della Bibbia premette di affermare che il diavolo è una immagine biblica che esprime la molteplicità e la profondità del male, una sua “personificazione”, non una presenza spirituale che spinge al male. Il diavolo non esiste. Non esiste nessuno spirito tentatore.
  • Esistono le “diavolerie”, cioè le mille forme e presenze della violenza, dell’egoismo, della sopraffazione. Ma tutto questo è “roba nostra” e sarebbe troppo comodo e deresponsabilizzante scaricarle su qualche “diavoletto”.
  • Anziché mettere sul conto del diavolo errori, fragilità, disturbi… sarà bene guardare la realtà in faccia e cercare di affrontarla. Esistono tante sofferenze che non hanno bisogno dell’esorcista, ma di cura amorosa, di interventi terapeutici qualificati. Ricorrere all’esorcista è un errore madornale perché è segno di ingenuità, di superstizione, di incapacità di guardare in faccia un disturbo o un disagio o una malattia.

Miei cari amici, è tempo di liberarsi da queste prigioni dell’ignoranza e della superstizione. La fede è una “cosa seria” e gli unici diavoli che esistono sono quelli in carne ed ossa che rubano, sono corrotti e fanno dal governo i propri interessi.

Un caro saluto.

            don Franco