domenica 24 aprile 2011

ANCHE LA GENDARMERIA VATICANA CONTRO I ROM

La questione dei Rom sgombrati dalla Miralanza e da via dei Cluniacensi che si sono rifuggiati nella Basilica di San Paolo, ove hanno trovato ospitalità per la scorsa notte è in  una situazione di stallo: molti (un centianio si suppone) sono ancora dentro la basilica; una trentina sono fuori, nel prato antistante la fiancata destra, perché usciti per acquistare qualcosa da mangiare non sono stati fatti rientrare dalla gendarmeria pontificia posta a guardia degli accessi. Le istutuzioni (Comune e Prefettura) continuano a proporre di separare i maschi dalle donne e dai bambini per ricoverarli in due distinte strutture fin quando non potranno essere trasferiti, ricomponendo i nuclei familiari, in qualcuno dei "campi nomadi" dove il Comune intende ghettizzare i Rom. I Rom non accettano  la soluzione proposta dalle istituzioni (e questo è ben noto, perché non l'hanno mai accettata) e lasciano di essere buttati in strada piuttosto che  accettare la separazione dei membri di una stessa famiglia.
La Caritas e la Comunità di S. Egidio, che ieri sera hanno portato coperte e cibo, cercano di mediare tra i Rom e le istituzioni. La mediazione è difficile, perché le istituzioni sono irremovibili e in sostanza mirano al rimpatrio assistito promettendo soldi. I Rom non cedono, anche se più passa tempo più mostrano stanchezza. Una decina di loro hanno accettato il rimpatrio pur dicendo che nei paesi di origine la vita è impossibile più che qua.
All'esterno della basilica stazionano le associazioni impegnate nel sostegno delle comunità Rom per monitorare la situazione.

Nino