mercoledì 6 aprile 2011

IL LIBRO CHE E' UNA BUSSOLA

 

SILVIA SCATEMA, La teologia della liberazione in America Latina, Carocci Editore, Roma 2008, pag 112, € 10.

 

L’Autrice insegna Storia contemporanea all’Università di Modena e di Reggio Emilia e collabora con la Fondazione per le scienze religiose di Bologna. Si è più volte occupata nelle sue ricerche delle esperienze ecclesiali dell’America Latina legate alla teologia della liberazione.

Qui ne ripercorre le tappe, le svolte, i collegamenti e anche le reazioni che ben presto tale teologia suscitò nelle gerarchie cattoliche. Con il pontificato di Woytila essa fu dapprima sospettata e successivamente emarginata. Gli stessi vertici della Conferenza Episcopale Latino Americana (CELAM) furono rimpiazzati con uomini che riscuotevano la totale fiducia del Vaticano.

La teologia della liberazione, che qui viene illustrata anche nel suo panorama di Autori e Autrici, di preti e di operatori pastorali, di gruppi di base, di “circoli biblici” e del vasto movimento delle comunità di base, fondò una metodologia assai innovativa: “atto primo” è l’inserimento nella prassi liberatrice perché solo dall’interno del movimento di liberazione degli oppressi e delle oppresse è possibile reinventare un cammino di fede aderente alla realtà e al Vangelo.

·        Ho solo voluto con queste brevi note segnalare un volumetto che è prezioso e denso, utilissimo per chi vuole trovare una “bussola” che lo orienti in un approccio serio all’esperienza della teologia della liberazione. L’Autrice nelle ultime pagine segnala gli sviluppi più recenti e fornisce una bibliografia utile per chi vuole proseguire la ricerca. Oggi, rileggendo questi 50 anni di storia, ci troviamo a fare i conti con un clima ecclesiale che è profondamente mutato in America Latina e un po’ ovunque. Tutti i vescovi sono stati sostituiti, i più anziani teologi sono morti o sono stati emarginati, ma le “voci liberatrici” vengono ancora a noi e ci invitano a lasciarci coinvolgere nello stesso cammino. Lo stesso secchissimo teologo cattolico Metz, che lavorò intensamente a gettare ponti tra la teologia politica europea e le teologie latinoamericane, recentemente ci ha richiamato alla fecondità di questo “pericoloso e liberante cammino” per la nostra società e per le nostre chiese. Sia pure in contesti così diversi l’esperienza di questa teologia continua tra fecondità ed emarginazione.

Franco Barbero