Molte persone che arrivano non hanno i requisiti per restare. Molte altre sì.
Metterle tutte in un unico calderone, non respingere chi si dovrebbe respingere per esasperare gli animi delle popolazioni locali, per alimentare la paura, per dimostrare che l'onda biblica è ingovernabile è un miserabile tranello mediatico.
Si può governare, si deve. Si può distinguere, osservare, riconoscere, capire.
Coinvolgere le organizzazioni cattoliche se necessario, chiamare in causa le diocesi.
Ricevo da un lettore, Giancarlo Bussoli, questa lettera: "Siamo stati un paese di migranti. Oggi, grazie a leggi stupide approvate per accontentare le frange più pavide ed estremiste dell'elettorato, ci dimentichiamo degli italiani che dovettero emigrare per sfamarsi o avere una speranza di avvenire. Certamente non possiamo ospitare tutti, ma bisogna fare una indagine seria e non burocratica per capire quanti fuggono dal pericolo e quanti cercano solo fortuna. Una politica con i paesi del Nord Africa che stabilisse flussi ci consentirebbe anche di rimpatriare molta gente senza doverci vergognare".
Ecco, è semplicissimo. Lo scrivono le persone comuni. Rispettare le regole, chiedere aiuto a chi può e darne a chi ha bisogno, non doverci vergognare.
Concita De Gregorio (L'Unità del 29 marzo)