Il no alle tendopoli deve essere deciso e motivato. In questa Italia, infatti, segnerebbero l'inizio delle "bidonvilles". Non avrebberro la dimensione del provvisorio. Diventerebbero stabili. Basti pensare al terremoto dell'Irpinia, all'Aquila: ciò che è provvisorio e deperibile in breve tempo, non trova sostituzione; diventa un campo di concentramento oppure una città abbandonata.
Del resto, un piano (si fa per dire!) pilotato dall'alto è contro il buon senso oltrechè contrario al rispetto delle norme democratiche che esigono la progettazione con le regioni.
E' evidente che le tendopoli costituiscono l'espediente del governo per evitare l'accoglienza e per favorire la fuga verso il nord Europa, come è sotto gli occhi di tutti.