Non parlo del clima o degli eventi tuttora in pieno svolgimento. Ho riflettuto molto in questi mesi a partire dal fatto contingente che quest’anno in sostanza né a luglio né ad agosto ho lasciato Pinerolo.
Ogni giorno o nella sede della comunità o al F.A.T. o a casa è stato per me un continuo incontro di persone singole, di coppie, di piccoli gruppi, di preti, di studenti, di cercatori di senso ….
In ogni caso si è trattato di incontri ravvicinati che mi hanno lasciato nel cuore tante emozioni e due constatazioni. La prima: cresce un po’ ovunque il numero delle persone che cercano il dialogo personale, un confronto riservato, un ascolto non frettoloso. La seconda: mi sembra di poter dire che questa dimensione, così carente nella nostra chiesa, debba invece essere sempre più presente nella chiesa di base sia come cura pastorale sia come pratica comunitaria.