giovedì 15 settembre 2011

IN RICORDO DI GIANCARLO ZIZOLA

Ci ha lasciati ieri mattina,Giancarlo Zizola, mentre era impegnato a seguire un importante meeting cattolico,quello della Comunità di Sant'Egidio, una morte che forse avrebbe desiderato così,mentre era tra coloro che amava e che stimava  tanto.
Se ne è dunque andato,in punta di penna,come aveva vissuto.
Zizola è stato,in assoluto, uno dei migliori colleghi giornalisti che noi di "Angeli"abbiamo mai conosciuto e frequentato.
Una vita da studioso,spesa a capire,a approfondire a investigare,le storie delle persone che hanno fatto carne il Mistero della Chiesa.
Uno stile asciutto,anche se sempre appassionato ,e la vena di polemista,coraggioso,mai prono,che lo distingueva da molti altri colleghi,magari veri pozzi di scienza(i vaticanisti e gli studiosi di cose cattoliche spesso lo  sono)ma non certo dei coraggiosi.
Giancarlo era invece un uomo e un giornalista che aveva il coraggio delle proprie opinioni e non si nascondeva dietro la dottrina;molte volte non siamo stati in d'accordo con lui,altre volte abbiamo litigato,ma molte altre,molte  di più  abbiamo imparato dalla sua esperienza.
Il 13 luglio scorso,a venezia siamo stati insieme,lui,noi della redazione,e altre due splendide persone Marco Roncalli e Giuseppe Di Leo (anche loro vaticanisti) e abbiamo conclusa la giornata in onore dell'artista Paolo Consorti,che aveva realizzato uno speciale San Marco per poter contribuire al restauro della mano di san Francesco,alla chiesa del Redentore;la giornata è terminata con una cena all'isola di San Servolo,ospiti di Francesca Zaccariotto,presidente della provincia di venezia,(anche lei è una politica diversa,che non appartiene alla "casta")e prima di vedere i famosi fuochi artificiali della festa del Redentore,i vaticanisti Di Leo e Zizola si sono "affrontati"sul ruolo della  Chiesa Cattolica nel nostro Paese,in un confronto serrato e fuori dall'ordinario:era insieme  con noi Giovanna Milella,che mi ha poi confessato quanto le fosse dispiaciuto,come a tutti noi,non poter aver registrato la conversazione che fu,in realtà,una vera lezione.
Uno dei frutti di quella indimenticabile cena fu l'articolo,del quale vi vogliamo proporre alcuni brani,che il suo giornale Repubblica,inspiegabilemente(o forse no..) non ha mai pubblicato.
Risale al 3 agosto scorso e il comportamento del secondo giornale d'italia riflette proprio la vita di Giancarlo:nel nostro Paese è davvero difficile,se non impossibile,essere uomini liberi e cristiani responsabili e sopratutto mai vili ,(vi segnalo a questo proposito un'altra magnifica  esperienza "veneziana": andate a vedere l' ultimo  film di Ermanno Olmi,che abbiamo avuto la possibilità di vedere,con emozione,durante la Mostra del Cinema,e  che si avvale dei testi del grande Cardinale Gianfranco Ravasi).
Giancarlo era convinto, come diceva Papa Giovanni XXIII,che lui aveva tanto studiato e amato:"..Nel presente momento storico,la Provvidenza ci sta conducendo ad un nuovo ordine di rapporti umani,che per opera degli uomini e al di là della loro stessa aspettativa,si volgono verso il compimento di disegni superiori e inattesi;e TUTTO,anche le umane avversità,la Provvidenza dispone per il maggior bene della Chiesa".
Una Chiesa  amata davvero dal nostro amico, come da Davide Turoldo,che citiamo per salutarlo:

Quando avrò
dalla mia cella
salutato gli amici e il sole
e si alzerà la notte,
funalmente
saldato il conto,
campane
suonate a distesa:
la porta è da tempo
segnata dal sangue
pronte le erbe amare
e il pane azzimo:
allora andremo
leggeri nel vento