giovedì 1 settembre 2011

LIBERI TUTTI LA RUBRICA DI DELIA VACCARELLO SU L'UNITA'

L’OMOSESSUALITÀ NEGATA. ECCO ALCUNE TAPPE DEL NOSTRO PERCORSO

 

Riportiamo qui alcuni brani dalle pagine più significative.

 

2004: «I militari gay sfidano l’esercito dei pregiudizi». La pagina vince per la prima volta il premio giornalistico indetto dalla Commissione Europea «For diversity against discrimination ». «Silvano, finanziere gay, costretto a nascondere l’omosessualità per paura di essere espulso, ci ha raccontato del suo impegno per creare una rete di militari e poliziotti con l’obiettivo di sconfiggere i pregiudizi che albergano tra le forze dell’ordine. In agosto Silvano hapartecipato all’ European GayCopSympsium. In pratica il primo summit di militari gay e lesbiche nella storia del vecchio continente che si è tenuto ad Amsterdam con un obiettivo chiaro: redigere il trattato di Amsterdam, la prima carta dei diritti degli omosessuali in divisa, e farlo approv a r e d a l P a r l a m e n t o Europeo…Quando è arrivato ad Amsterdam ed è stato accolto dal Comando Generale della Città, Silvano ha creduto di muoversi in un set stile Blade runner: «È realtà o fantascienza? Mi sono chiesto, e ho immaginato il giorno in cui in Italia saremo accolti dal comando generale. Dopo il primo enorme stupore ho avuto una sensazione di pace, finalmente. Credo che un giorno sarà possibile anche da noi servire la collettività e farlo a testa alta». 

2008: «Vivere da gay, morire da etero». Per questo articolo viene assegnato a Liberi tutti per la seconda volta il premio nazionale indetto dalla Commissione Europea «For diversity against discrimination». Nell’agosto del 2008 un aereo si è schiantato all’aeroporto di Madrid e tra i tanti morti c’era un italiano con il compagno e il figlio di lui. Erano seduti a fianco. In Italia sono passati per amici. È scoppiata una polemica sulla mancanza di informazione. Troppo spesso quando muoiono i propri cari la famiglia di origine, pur sapendo, tace sull’amore se era omosessuale. Una delle quattro storie è narrata da unamamma.«Mamma, Luigi è morto». «Ma che dici, stai scherzando?». Mio figlio era stato a lungo in attesa di una chiamata, poi un’amica gli aveva dato la notizia… Mi sono trovata accanto a miofiglio al funerale del suo compagno. Nessuno poteva conoscere il mio dolore. I genitori di lui mi avevano avvicinato poco prima dicendo: «I nostri figli erano amici e basta » e con le mani avevano fatto un gesto come a stabilire un confine, a dire: di qui non si passa. Accettai: era la condizione perché partecipassimo al funerale. Luigi per me era un altro figlio… In genere dei morti non si ricordano le cose brutte così, per uno scherzo troppo amaro, non si doveva sapere dell’amore che aveva reso felice il giovane di cui tutti in quel momento piangevano la scomparsa. Io mi sentivo umiliata, io e mio figlio eravamo nessuno.
2011: «Come risponderà il Papa?» In Occasione dell’Europride 44 gruppi di cristiani omosessuali scrivono per la prima volta al Santo Padre. L’articolo che ne parla, Caro Santo Padre, di’ qualcosa contro l’omofobia, pubblicato il 6 giugno, viene tradotto in inglese dal gruppo Gionata e ripreso anche dalla newsletter dell’associazione Fortunatefamilies. Sono le Famiglie cattoliche degli Stati Uniti «che chiedono rispetto e giustizia per i loro figli gay e lesbiche» (http:// www.fortunatefamilies.com/ Newsletters/Jul2011Newsletter. Pdf). «Santo Padre, il silenzio di Sua Santità è spesso interpretato dalle persone che commettono atti di violenza, tortura e assassinio come un assenso verso le loro azioni…». I cristiani omosessuali rifiutano di essere considerati contro- natura, da curare, e tanto meno da compatire. Sono persone che sanno “dare il meglio di sé al lavoro e nel supportare agli altri”… La richiesta è chiara: “Sua Santità, che non si dia più come indicazione che le persone omosessualidebbano sottoporsi a terapie, ma che piuttosto abbiano diritto ad una vita che prevede anche una relazione affettiva nel segnodella fedeltà”.Comerisponderà il Papa? Il Papa sa che alcune diocesihanno avviato unapastorale di accoglienza nei confronti dei gruppi gay? Non sono arrivati stop dall’alto, vuol dire che ai vescovi è data sull’argomento discrezionalità? Se il popolo cattolico vedrà nelle chiese lesbiche e gay attivi come tutti gli altri, l’effetto sarà la dissoluzione di parte dei pregiudizi…».