E' una collana laica di spiritualità e di libera ricerca teologica diretta da Vito Mancuso.
Le religioni
Ha scritto il teologo e filosofo Raimon Panikkar: «Chi conosce soltanto la propria religione non la conosce veramente». Campo dei Fiori non è alla ricerca di nessun sincretismo e non sogna una nuova super-religione tipo newage. Sa però che ogni religione rimanendo se stessa non può più sfuggire al dialogo teologico, spirituale e culturale con le altre religioni. Oggi nessuna religione può resistere da sola di fronte al nichilismo che minaccia la coscienza.
La capacità della denuncia profetica
Ha scritto il teologo martire antinazista Dietrich Bonhoeffer: «La Chiesa deve uscire dalla stagnazione, dobbiamo rischiare di dire anche cose contestabili, se ciò permette di sollevare questioni di importanza vitale». Campo dei Fiori, senza essere in alcun modo una collana contro la Chiesa istituzionale, non esita tuttavia a dare voce alle analisi critiche dei credenti.
Il primato della spiritualità, compresa la spiritualità laica
Ha scritto Montaigne: «Ogni altra scienza è dannosa a colui che non ha la scienza della bontà». Campo dei Fiori intende promuovere una spiritualità non più contrapposta al mondo, ma che scaturisca dall'afflato umano di giustizia, saggezza, bontà e bellezza.
Il senso della tradizione
Ha scritto papa Giovanni XXIII: «Cos'è la tradizione? il progresso che è stato fatto ieri, come il progresso che noi dobbiamo fare oggi. Esso costituirà la tradizione di domani». Campo dei Fiori intende coltivare con attenzione e passione il senso della memoria storica.
La testimonianza personale quale decisivo banco di prova
Ha detto Gesù di Nazaret: «Dal frutto si conosce l'albero». Campo dei Fiori intende riprendere con forza il genere classico delle vite esemplari e per questo presenta moderne biografie: Dietrich Bonhoeffer, Michele Serveto, Giordano Bruno, Michel de Montaigne, Abert Schweitzer, Mahatma Gandhi.