lunedì 19 dicembre 2011

I LIMITI IMPOSTI AL GOVERNO MONTI


Per Monti e il suo governo è giunto il tempo del coraggio, delle decisioni rigorose, della ferma volontà di far cambiare all’Italia la disastrosa traiettoria impressa da Berlusconi e il suo governo da Circo Equestre.

Pur dimissionario, avendo capito di non essere all’altezza di gestire la crisi, Berlusconi fa sentire ancora la sua presenza, in strenue difesa di interessi di casta, per salvaguardare il patrimonio di voti che potrebbero permettergli di riacciuffare, per sé o per una sua qualunque controfigura, la presidenza del consiglio e con essa la possibilità di riprendere il filo di un itinerario interrotto, ma non messo da parte.

Si sente nell'’atmosfera la presenza del suO fantasma, sempre minaccioso e ricattatorio che vuole imporre il suo “pensiero unico”  che identifica come forza dell’ideologia liberista.

Pur nella gravità dell’attuale crisi, che si dimostrerà ben peggiore di quella degli anni Trenta, i luoghi comuni sui quali Berlusconi ha basato la sua non-politica e che hanno costituito lo zoccolo duro del liberismo berlusconiano, resistono e impongono le scelte.

Gli italiani abbiamo accolto Monti come il liberatore  dal berlusconismo  fallimentare; i partiti che fin qui hanno contrastato gli eccessi di arroganza, hanno elaborato proposte, che ancora non hanno trovato la giusta e doverosa accoglienza in questo governo.

I super patrimoni non sono toccati, della legge elettorale non si parla nemmeno, la lotta all’evasione non è ancora nell’'agenda del premier,  le grandi opere dispendiose  e urgenti solo per le varie mafie che dovranno lucrare nemmeno sfiorate, gli acquisti inutili di caccia bombardieri per importi che valgono una finanziaria sono ancora in programma e l’asta per le frequenze non è in programma, le corporazioni varie alzano la voce nella certezza di avere nel PdL la cassa di risonanza, e ancora altro,  tutto secondo i “desiderata” di Berlusconi, come se la sua forza ricattatoria impedisse all’attuale governo la libertà decisionale per realizzare, finalmente l'equità fiscale, sociale, economica a, perchè NO ?  Etica.

Forse Monti non ha ancora ben capito che ha il popolo dalla sua parte, lo stesso popolo che farà ingoiare a Berlusconi le sue minacce e i suoi ricatti, ma attende che venga, finalmente realizzata la giustizia sociale, fin ora mortificata dall’arroganza del potere.

Ci vuole un piano quinquennale, concordato con le parti sociali, le organizzazioni di categoria, i sindacati e i partiti politici che hanno contrastato, con pochi risultati,le pretese di Berlusconi, forte di una maggioranza acquistata e mai conquistata, reduce dal mercato dei buoi.

Un piano quinquennale gestito dallo stesso Monti con un mandato popolare e non più con un incarico tecnico; ma deve dimostrare con i fatti il distacco e la contrapposizione ai residui del berlusconismo.

Il problema è che la mistificazione ideologica  ha provocato un distacco dalla realtà  diventato patologico.

Accade ciò quando si affronta una terapia con gli stessi mezzi che hanno provocato la malattia.

Avviene così quel distacco dalla realtà che genera l’anti-politica che non si fermerà all’indifferenza o all’astensionismo, ma sconfiggerà le élite politiche, che non si accorgono nemmeno che stanno per essere travolte dalla storia.

 

Rosario Amico Roxas