mercoledì 14 dicembre 2011

INTERVISTA A CRISTINA COMENCINI

«E' cambiato il governo, ma le donne tornano in piazza. Perché la loro condizione è rimasta la stessa». Cristina Comencini, regista tra le promotrici del movimento "Se non ora quando", si  prepara alla manifestazione.

Perché in piazza?

«Bisogna far capire che senza le donne non c'è crescita economica, politica, culturale. Che siamo pronte a prenderci la responsabilità pubblica e politica. E soprattutto che dalla crisi si esce solo con le donne, non contro di loro. Lo dice anche Monti che siamo il motore del Paese».

Di un paese dove le parità non esiste.

E' vero, in Italia le donne hanno il tasso di occupazione più basso d'Europa, guadagnano il 30% meno degli uomini e hanno le pensioni più basse.

Siete contro la manovra?

E' sicuramente pesante, ma comprensibile vista la situazione. Però non si può chiedere alle donne di andare in pensione più tardi senza ripensare il welfare».

Perché?

«Le donne sono state il welfare di questo paese. Abbiamo tenuto in piedi l'Italia lavorando fuori e dentro casa, sopperendo alle mancanze dello Stato».

Cosa chiedete al governo?

«Se volete che andiamo in pensione più tardi, dovete fare un welfare delle donne. In questo senso la crisi è un'opportunità di cambiare».

Anche la politica?

«Sì, ci vuole una democrazia parlamentare paritaria,  mentre oggi è un'impresa mettere le donne in lista».

C'è una donna al welfare che ha studiato tagli e pensioni.

«Alla Fornero è toccato il lavoro più duro. Credo che sappia bene però che senza donne non c'è crescita né sviluppo».

(Repubblica 10/12)