martedì 10 gennaio 2012

GLI UNGHERESI SI RIBELLANO

Riporto da Repubblica del 4 gennaio queste note che danno fiducia. Il popolo insorge.

“FREUDE, schoener Goetterfunken… Gioia, bella scintilla divina”, cantano in centomila sul viale Andrassy tra l’Opera e Piazza Oktogon, nel cuore di Budapest. E’ l’Ode alla gioia della Nona di Beethoven, l’inno europeo: il messaggio è chiaro, non lasciateci soli, la nostra libertà è anche la vostra. Centomila in piazza contro la cerimonia ufficiale per la nuova Costituzione autoritaria e le leggi liberticide e solo mille invitati al rito all’Opera, costretti ad entrare da una porta laterale. Gli ungheresi si sono contati in piazza e chiedono appoggio. Giovani indignati e famiglie coi bambini, pensionati e famigliole, socialisti, verdi, social network hanno vinto un match contro il potere. Budapest, gennaio 2012: il mite inverno sembra quasi alba di primavera come nella Mosca delle proteste e il mondo libero è chiamato alla sfida. Aiutarli o ignorarli, principi o miope Realpolitik. Una stretta autoritaria dopo l’altra e in economia strappi autarchici a raffica: il regime sta isolando il paese dall’UE cui appartiene, economia e conti pubblici sono a un passo dal default.