sabato 7 gennaio 2012

NO ALLA SEGREGAZIONE DELLE DONNE

Da Repubblica del 28 dicembre 2011

BET SHEMESH (Israele) - Arrivano alla spicciolata. Coppie di anziani, famiglie e frotte di ragazzini. Si inerpicano su una collina a passi spediti finché non raggiungono il piazzale antistante la scuola femminile religiosa Orot. Na' ama Margolis, il nuovo simbolo della lotta israeliana contro la segregazione delle donne negli ambienti ultraortodossi, abita solo trecento metri più in là. Ha poco più di sette anni. Venerdì scorso ha raccontato tra le lacrime a una tv israeliana di non volere più andare a scuola per paura degli insultie degli sputi degli zeloti che giudicano i suoi abitini colorati o le sue maniche corte "immodesti". C' è voluto quel pianto per mobilitare mediae politici contro le molestie subite dalle donne non osservanti nei quartieri di Bet Shemesh popolati dagli haredim, ebrei ortodossi, più estremisti. «Salviamo l' anima della nazione. Tutti dobbiamo mobilitarci per liberare la maggioranza dalle grinfie di una minoranza esigua. Non sono loro i padroni» ha detto il presidente israeliano Shimon Peres. E all' appello del premio Nobel per la pace hanno risposto a migliaia. Lo slogan scandito o stampato su magliette e adesivi è sempre lo stesso: "Bet Shemesh non è una città violenta".

Castelletti Rosalba