L’episodio non capita a mille miglia, ma a San Secondo di Pinerolo, ove è parroco don Gustavo Bertea, anni 71. Egli è anche il vicario generale della diocesi e presidente del consiglio direttivo della Casa di Riposo Turina che fa capo alla parrocchia.
Una lavoratrice di 58 anni, per alcune inadempienze e per aver mangiato dei cioccolatini riservati agli utenti, è stata licenziata, sollevando scandalo. La solidarietà dei colleghi e del sindacato non si è fatta attendere.
“Si tratta di una donna che ha dedicato la sua vita lavorativa alla struttura e le mancano due anni per andare in pensione e fuori da questo contesto andrebbe incontro a gravi difficoltà”, scrivono i colleghi e gli operatori socio-sanitari al parroco che, però, non sembra voler cedere e resta inflessibile.
Il segretario delle Cgil Mandarano reagisce con durezza: “Penso che anche gli uomini di Chiesa, soprattutto in questo momento di grave crisi, debbano mettersi una mano sulla coscienza: non si può predicare la solidarietà la domenica e licenziare il lunedì”. Questo parroco è il vicario generale della diocesi . Purtroppo succede. L’episodio ha avuto una vastissima eco nel mondo del lavoro e la dice lunga sul “potere” nella chiesa.
Vedremo se vincerà il parroco o se vincerà la giustizia. Il vescovo di Pinerolo, con un intervento costruttivo, si è schierato contro il provvedimento di licenziamento. Don Bertea dovrà fare marcia indietro.