Dal 2 gennaio possono tenere aperta la saracinesca tutto il tempo che vogliono, in qualsiasi parte d’Italia, senza limitazione alcuna. Negozi, bar, ristoranti, locali, grandi magazzini, supermercati. La liberalizzazione degli orari dei negozi è legge. I Comuni hanno ancora alcuni giorni per decidere come applicarla. La Regione Piemonte vuole impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale. Tocca a noi decidere, non al Governo. La legge sembra essere una semplice iniziativa per facilitare gli acquisti dei cittadini-consumatori e coltiva la speranza di innalzare il ritmo dei consumi. Ma essa contiene molto altro, costituisce il tassello di un processo di distruzione di un modello di civiltà. Finisce il tempo per te stesso, per le relazioni sociali, per la famiglia, per il dialogo fra persone, per la partecipazione alla vita civile. Chi lavora dalla mattina alla sera (l’orario effettivo di lavoro è aumentato) ha bisogno di più tempo per i consumi: la notte. La vita ha una sola dimensione: produrre e consumare, consumare e produrre. La relazione non è più con l’altro, ma con la merce, con le cose. Siamo sicuri che comprare senza limiti di tempo, giorno e notte, merci e servizi ci dia più felicità?
(Giorgio Gardiol, da L’eco delle valli valdesi)